Il valore umano incolore come la rabbia

Il valore umano incolore come la rabbia
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Category: Financial
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di Salvatore Maria Mattia Giraldi Vice Direttore Il Corriere Nazionale La guerra fa bene all'economia o fa da sprono all'estrema destra? «Siamo in un momento di stasi dal punto di vista della crescita economica perché c'è la pace» Tyler Cowen – New York Times, 2014 «La guerra non è solo distruzione, può diventare il momento in cui i popoli riscoprono identità, forza e storia» Georg Wilhelm Friedrich Hegel – 1821 Segnali forti ci arrivano dalla politica non solo italiana ma anche europea. Le èlite economiche e politiche continuano a creare conflitti armati, propinandoli come incidenti di percorso, celando, per consolidare ulteriormente il loro potere, il fine unico di trasformare la devastazione in convenienza ed attività produttiva. Anni di guerra in Ucraina stanno generando profitti record per le aziende che producono armi, tecnologie, munizioni e mezzi militari e grazie alla potenza delle lobby si continua a finanziare un paese che mai ha fatto parte della Nato, ma che torna utile esclusivamente per giustificare l'impiego di una elevata spesa pubblica per la difesa. La difesa di chi ? La difesa di cosa? La difesa da chi? E tutti noi continuiamo a non volerci porre le giuste domande. In pratica, o come direbbe qualcuno, in soldoni, dall'inizio del conflitto nel febbraio 2022, l'Italia ha stanziato oltre sei miliardi di euro in aiuti diretti all'Ucraina, mentre l'Europa ha superato i novanta miliardi di euro, di cui sessanta per spese militari e trenta destinati al sostegno delle spese dello Stato e dei quali si disconosce interamente l'utilizzo . Capitali ovviamente in prestito, ma con una cortese clausola con la quale l'Europa precisa che questi fondi non hanno interessi a carico dell'Ucraina e che la stessa è tenuta a restituirli solo qualora la Russia si facesse carico della ricostruzione. Ridere non è facoltativo! Resta solo la domanda: chi vigila sui miliardi destinati all'Ucraina? Lo scenario inquietante che emerge si disperde nel labirinto della classificazione di sicurezza dei decreti e degli elenchi secretati, probabilmente in quello stesso archivio dei servizi segreti, in fondo al colluso oceano dell'omertà e della destabilizzazione, dove ancora oggi restano celati i nodi irrisolti, i documenti scomodi e gli omissis per tutelare la sicurezza nazionale ed i rapporti con intelligence estere, a corredo del delitto di via Poma e delle stragi di Bologna, di Piazza Fontana, dell'Italicus e di Ustica. Probabilmente queste zone d'ombra, accessibili solo a pochi impuniti, servono per mitigare i danni del surriscaldamento prodotto da questi stessi pochi e che se non soffocato, nella migliore delle ipotesi potrebbe dar loro fuoco, qualora cessato il torpore ci fosse un risveglio del coraggio e della dignità dei tanti. Quindi, la buona notizia potrebbe essere che la guerra è salutare per l'economia. A conti fatti, la guerra crea profitti record ai grandi gruppi industriali, alle banche, alla politica ed anche agli apparati militari e soprattutto riduce notevolmente la popolazione, tema particolarmente caro ad alcuni filantropi. L'economista Ali Kadri, nel suo saggio 'The Accumulation of Waste' afferma che la guerra non si limita a distruggere, ma prepara il terreno per nuove forme di accumulazione. Quindi se la distruzione crea enormi opportunità per il futuro dobbiamo ringraziare e cospargerci il capo di cenere per non aver ben compreso l'impegno di alcuni grandi uomini, l'enorme utilità della guerra Russia e Ucraina, Gaza e Medio Oriente, Repubblica Democratica del Congo e Sahel ed ancora quelle in Sudan, Myanmar, Yemen, Siria, Somalia, America latina e così via. Queste non sono emergenze umanitarie, ma vere e proprie opportunità anche per le grandi opere, per le risorse strategiche e per il controllo politico e la distrazione sociale, ma sarà forse per questo che un crescente disagio sta convincendo il mondo che è necessario correre ai ripari, che bisogna fermare questo mondo impazzito, che occorre ritrovare il coraggio e rispolverare la dignità, che conviene con urgenza contarsi per capire che i pochi non possono più sottomettere i tanti ? In Europa e precisamente in Sassonia vince l'ultradestra, un segnale forte per la Germania e per l'Europa intera, dove il vento già da tempo soffia a destra, lanciando segnali e ponendo una domanda ben precisa: a chi il giusto riconoscimento per quello che è diventata la nostra realtà ? La dissoluzione dell'Europa ormai per molti resta l'unica speranza per non finire definitivamente in pasto ai gruppi di potere pro Ucraina, alle lobby islamiche, farmaceutiche, umanitarie, finanziarie, ambientaliste e guerrafondaie, che a Bruxelles hanno trovato il loro habitat naturale ed il loro bacino di arricchimento. Tirare troppo la corda ha significato far riorganizzare la mente umana e questa avanzata vuole essere solo l'inizio di un segnale forte utile e necessario a garantire una presa di posizione risolutiva nei confronti di una consorteria in crescente pericolosità. Dopo la Sassonia potrebbe essere l'Italia e se qualcuno non seppellisce questa strumentale baggianata di comodo dell'antifascismo, sempre più uomini si uniformeranno per contrastare il potere globale dettato e voluto dalla sinistra, finendo per consegnare il paese non al centrodestra, ma all'ultradestra. Dovè questo fascismo in Italia, tale da dover impiegare tante futili parole a difesa di qualcosa che non esiste più da oltre ottant'anni ? La risposta esatta sarebbe: se esistesse davvero il fascismo in Italia, qualcuno pensa che lascerebbe a lor signori la possibilità di produrre così tanto fango mediatico ? Eppure al governo c'è la destra, quella destra che meno di quattro anni fa, in campagna elettorale, veniva tacciata come la fine della libertà e l'inizio della dittatura Al convinto e ristretto gruppo di multimiliardari che governano l'Europa ed il resto del mondo sfugge che l'estrema disuguaglianza diventa estrema destra e il rischio che la loro deportazione sia la prossima fermata diventa ogni giorno di più una appetibile realtà. Storicamente e strutturalmente una disparità estrema non può reggere nel lungo periodo e le poche centinaia di potenti della terra non potranno fermare più l'ira incontrollata di miliardi di poveri. Questa è l'unica realtà. Tempo al tempo e come ci insegna la storia dell'uomo, non basteranno i miliardi, i mercati, i media, le magistrature, gli eserciti, le banche, i robot, la filantropia strategica e le chimere spaziali a controllare la ribellione violenta ed improvvisa degli oppressi. Se questa Europa vuole salvare il mondo con i tappi di plastica, ci sarà pure chi, nel pieno rispetto dei doveri Costituzionali vuole salvarlo con il valore morale, con la difesa della patria, con la democrazia, con il rispetto delle leggi e con il senso civico ? Questo articolo è stato scritto senza alcun ausilio dell'intelligenza artificiale

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