Porto Fluviale, FdI attacca Gualtieri: 'Canale preferenziale per chi occupa'

Porto Fluviale, FdI attacca Gualtieri: 'Canale preferenziale per chi occupa'
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Category: Politics
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OSTIENSE – Le chiavi sono arrivate, ma insieme agli appartamenti è arrivata anche una nuova polemica politica. La riqualificazione dell'ex caserma di via del Porto Fluviale, a Ostiense, si è conclusa con la consegna delle abitazioni alle famiglie assegnatarie, ma l'operazione è finita nel mirino di Fratelli d'Italia. Il progetto ha trasformato l'edificio in un complesso di edilizia residenziale pubblica, con 54 nuovi alloggi, spazi comuni, servizi e una nuova piazza aperta al quartiere. Dei 54 appartamenti, 48 sono ora nella disponibilità delle famiglie destinatarie. L'intervento, promosso da Roma Capitale e finanziato attraverso risorse del PNRR, ha avuto un valore complessivo di 13,2 milioni di euro. DE PRIAMO: 'PRIMA VENGONO GLI OCCUPANTI' A contestare soprattutto le modalità dell'operazione è Andrea De Priamo, senatore di Fratelli d'Italia, secondo il quale la vicenda di Porto Fluviale rappresenterebbe un ulteriore esempio di un trattamento privilegiato riservato dall'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri a chi occupa abusivamente immobili. La principale critica riguarda il fatto che gli alloggi siano stati assegnati alle persone che avevano occupato l'edificio. De Priamo sostiene che, in questo modo, chi ricorre all'occupazione rischierebbe di ottenere un vantaggio rispetto alle famiglie che seguono invece i normali percorsi previsti per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica. Ads UN'OCCUPAZIONE DURATA OLTRE VENT'ANNI L'ex caserma era occupata dal 2003 ed è stata liberata nel giugno 2024, proprio per consentire l'avvio dei lavori. È su questo lungo periodo di occupazione che si concentra una parte significativa della contestazione di Fratelli d'Italia. De Priamo mette in relazione la durata dell'occupazione, l'investimento pubblico destinato al recupero dell'immobile e la successiva assegnazione degli appartamenti agli ex occupanti. A suo giudizio, il risultato sarebbe quello di creare una corsia preferenziale per chi ha occupato, a discapito di chi attende regolarmente un alloggio popolare. IL TEMA DELL'EMERGENZA ABITATIVA La critica di FdI si allarga così alla gestione dell'emergenza abitativa nella Capitale. Secondo De Priamo, a Roma migliaia di famiglie attendono da anni un alloggio di edilizia residenziale pubblica, anche dopo aver presentato domanda e, in alcuni casi, pur trovandosi in graduatoria e possedendo i requisiti necessari. In questo quadro, il senatore ritiene problematico che le persone provenienti da un'occupazione possano ricevere abitazioni pubbliche ristrutturate attraverso un consistente investimento di denaro pubblico. La questione, nella sua impostazione, non riguarda quindi la necessità di recuperare l'immobile, ma il criterio utilizzato per individuare i destinatari degli alloggi. 'IL PROGETTO ANDAVA FATTO, MA SENZA AUTOMATISMI' De Priamo precisa infatti che Fratelli d'Italia non contesta la riqualificazione urbana dell'ex caserma in quanto tale. Il recupero dell'edificio, secondo la posizione espressa dal senatore, era un intervento necessario. A essere contestato è invece l'eventuale automatismo tra la precedente occupazione e l'assegnazione delle nuove abitazioni. Per FdI, la rigenerazione dell'area avrebbe dovuto procedere insieme al ripristino della legalità e attraverso criteri di assegnazione basati sulle procedure previste dalla legge, senza riconoscere un vantaggio a chi aveva occupato l'immobile. UN PROGETTO INIZIATO CON RAGGI E CONCLUSO CON GUALTIERI La vicenda presenta inoltre un elemento politico legato alla sua storia amministrativa. Il provvedimento relativo all'ex caserma di Porto Fluviale è infatti partito durante la Giunta guidata da Virginia Raggi e dal Movimento Cinque Stelle, mentre la conclusione dell'operazione è avvenuta sotto l'amministrazione di centrosinistra guidata da Gualtieri. Fratelli d'Italia, ricorda De Priamo, si è sempre opposta al provvedimento durante i lavori dell'Assemblea Capitolina. La critica attuale si concentra dunque sulla scelta di destinare gli alloggi agli ex occupanti, anche se il progetto di rigenerazione urbana ha attraversato due diverse amministrazioni capitoline. TRASPARENZA E REGOLE AL CENTRO DELLO SCONTRO Per il senatore di FdI, il caso Porto Fluviale pone infine una questione più generale: come affrontare l'emergenza abitativa senza creare differenze tra chi segue le procedure regolari e chi, invece, ha occupato un immobile. De Priamo chiede al Campidoglio maggiore trasparenza e il rispetto delle regole, contestando quello che definisce un sistema fatto di favoritismi, corsie preferenziali e scorciatoie. La sua posizione è che le risorse pubbliche debbano essere utilizzate per affrontare la carenza di alloggi senza premiare, attraverso assegnazioni automatiche, chi ha commesso un'occupazione illegale. La consegna delle 48 abitazioni segna così un nuovo capitolo per l'ex caserma di Porto Fluviale, ormai trasformata in un complesso residenziale pubblico. Ma, sul fronte politico, l'operazione lascia aperto il confronto tra la necessità di rigenerare immobili e quella, rivendicata da Fratelli d'Italia, di garantire che l'accesso alla casa pubblica avvenga nel rispetto delle stesse regole per tutti. LeMa

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