La Commissione Europea ha pubblicato uno studio preparatorio per valutare se introdurre un'etichetta energetica dedicata ai computer. L'obiettivo è rendere trasparenti i consumi dei dispositivi informatici al momento dell'acquisto, colmando una lacuna normativa che già non esiste per altri apparecchi domestici come frigoriferi o lavatrici.
L'iniziativa arriverebbe dopo il contrassegno energetico per smartphone e tablet, diventato obbligatorio a partire da giugno 2025. I risultati preliminari dello studio sono disponibili nella sezione "energia" del sito ufficiale della Commissione Europea.
Classificare energeticamente un computer è più complesso rispetto a un elettrodomestico tradizionale, per via della varietà di utilizzi possibili, della potenza di calcolo variabile e della diversità dei componenti hardware. Per trovare un approccio comprensibile agli utenti, lo studio ha testato diverse modalità di comunicazione visiva.
I risultati preliminari indicano una preferenza per un sistema basato sulla destinazione d'uso del dispositivo. L'etichetta distinguerebbe tre categorie principali: Computer portatili
Desktop tradizionali (fissi)
(fissi) Modelli all-in-one, cioè quelli con schermo integrato nel corpo del computer
Per i PC da gaming e i dispositivi professionali, lo studio prevede una doppia scala di valutazione, mentre per i prodotti destinati all'uso quotidiano ne sarebbe sufficiente una sola. In questo modo i consumi delle macchine più potenti verrebbero confrontati all'interno della loro categoria di riferimento, evitando paragoni fuorvianti con i modelli di uso comune.
I dati raccolti con questa valutazione confluiranno nel lavoro preparatorio della Commissione in vista di un eventuale atto delegato normativo, ovvero una norma vincolante che potrebbe rendere obbligatoria l'etichetta.
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