HOLLYWOOD VAMPIRES il nostro live report

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Category: Entertainment
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HOLLYWOOD VAMPIRES, Segrate (MI), Parco della Musica Milano, 1° settembre 2026, il nostro live report – parole di Filippo Contaldo La super band composta da Alice Cooper, Joe Perry, Johnny Depp e Tommy Henriksen, accompagnata sul palco dal tastierista Buck Johnson, dal bassista Chris Wyse e dal batterista Glen Sobel, ha conquistato il pubblico milanese con uno show di alto profilo, carico di emozioni e con prestazioni eccellenti da parte di tutti i membri. L'ingresso sul palco, un po' in ritardo rispetto all'orario previsto, come si confà alle superstar, è stato accolto con grande entusiasmo, soprattutto al momento dell'uscita, in contemporanea, di Alice Cooper e Johnny Depp. Quest'ultimo, indubbiamente il centro di gravità della band nonostante la presenza di indiscussi mostri sacri al suo fianco, è un musicista certamente dotato non solo sotto l'aspetto strumentale, ma anche – e soprattutto – sotto quello vocale. Di sicuro non ci si può attendere da lui di avere il tocco di Joe Perry o la tecnica di Henriksen, ma se la cava egregiamente con i (pochi) assoli a lui riservati mentre, come cantante, è sicuramente una risorsa per la band: ottimo nelle parti più basse, eccellente la sua interpretazione di Venus In Furs dei Velvet Underground, resa molto più cupa e inquietante con il suo timbro baritonale, così come nella cover di The Death And Resurrection Show , brano dei Killing Joke sempre cantato da lui, rielaborato in una chiave più aperta, rock e accessibile ai più, ma comunque conservando l'elemento quasi ritualistico della canzone. Meno degna di nota la cover di Heroes di David Bowie, non tanto per l'interpretazione quanto per il fatto che la canzone è talmente immortale da rendere francamente irrilevante chi la canti, purché lo faccia con il dovuto rispetto. Altra prestazione maiuscola è stata quella di Alice Cooper; a settantotto anni è ancora una forza della natura, sempre in movimento, sempre attivo, capace di rappresentare l'essenza del rock nel mettersi a disposizione di tutta la band in modo egualitario, nonostante la sua presenza sul palco sia pacificamente in grado di oscurare chiunque gli sia intorno. Vederlo – e sentirlo – suonare la chitarra o l'armonica quando a cantare tocca a Depp, Perry o Henriksen è una vera lezione di vita: abituato a stare sempre davanti a tutti, o sopra tutti dal suo trono durante i suoi show solisti, non si crea problemi a mettersi in disparte e a suonare gli accordi di accompagnamento. Quando, poi, è il suo turno per cantare, la lectio diventa magistralis: l'esempio più fulgido è rappresentato dalla cover di Walk This Way degli Aerosmith, brano che presenta difficoltà non indifferenti sia nella parte quasi rappata, che necessita di una notevole tecnica vocale e facciale, sia nel ritornello che presenta acuti importanti. Anche in questo caso, Alice ha dato prova che l'età è solo un numero e che, molto probabilmente, artisti del suo calibro sarà difficile trovarne in futuro. Lo stesso discorso vale anche per Joe Perry; meno protagonista degli altri due, ma il suo apporto è fondamentale per il sound e per l'atmosfera dell'intero spettacolo. Oltre all'ovvia padronanza dei brani degli Aerosmith, la sua energia e la sua personalità sono essenziali per rendere quelle che sarebbero 'semplici' cover interpretazioni autentiche e sentite intimamente di pezzi epocali e che nelle versioni originali sono scolpite nella pietra. Sarebbe, inoltre, ingiusto non menzionare Tommy Henriksen, ottimo chitarrista e ottimo cantante, come ha dimostrato al microfono per la cover di Back In Black , insieme ai tre musicisti live ai quali è stato, giustamente, lasciato il tempo di esibirsi in un assolo, anche per far riprendere un po' di fiato almeno ad Alice e Joe. Ad ogni buon conto, il concerto degli Hollywood Vampires è stato una vera festa di celebrazione del rock, non solo per i pezzi proposti, alcuni oggettivamente mainstream, ma altri sicuramente più di nicchia, ma anche per l'attitudine rilassata e serena di tutti i musicisti coinvolti, il che fa della band un progetto che, pur facendo ricorso solo parzialmente a materiale proprio, si palesa credibile e, si spera, duraturo, biologia e anagrafe permettendo. Setlist: I Want My Now Raise The Dead I'm Eighteen (cover Alice Cooper) My Dead Drunk Friends The Boogieman Surprise Venus In Furs (cover The Velvet Underground) People Who Died (cover Jim Carroll Band) Livin' On The Edge (cover Aerosmith) Who's Laughing Now Baba O'Riley (cover The Who) You Can't Put Your Arms Round A Memory (cover Johnny Thunders) Roadhouse Blues (cover The Doors) Beck's Bolero (cover Jeff Beck) The Death and Resurrection Show (cover Killing Joke) Bright Light Fright (cover Aerosmith) Heroes (cover David Bowie) Walk This Way (cover Aerosmith) Highway To Hell (cover AC/DC) School's Out / Another Brick In The Wall (cover Alice Cooper / Pink Floyd) The Train Kept A‑Rollin' (cover Tiny Bradshaw / Aerosmith)

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