2Days Prog +1 (2026)- Seconda Giornata (5 settembre)

2Days Prog +1 (2026)- Seconda Giornata (5 settembre)
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Category: Entertainment
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2Days Prog +1 – Seconda Giornata (5 Commento della mia unica giornata a prima di tutto… splendida. Calda, sì, ma luminosa, con quell'aria di fine estate che rende tutto più morbido. Rispetto alla mia ultima presenza, un paio di anni fa, ho trovato una novità: le sedie davanti al palco erano rimosse, lasciando uno spazio libero che ha dato più respiro ai musicisti e più libertà al pubblico. Io ho scelto le comode gradinate da calcetto, un po' più indietro ma perfette per godersi la serata con una visuale ampia. Il pubblico di giornata è cresciuto lentamente, concerto dopo concerto, fino a diventare numerosissimo. E come sempre accade nei festival prog, ci si ritrova: amici, conoscenti, volti familiari. È musica di nicchia, e chi la ama finisce per frequentare gli stessi luoghi, gli stessi eventi, gli stessi palchi. Il mio racconto riguarda solo la giornata di sabato, ma credo possa essere rappresentativo dello spirito dell'intero festival. Ottone Pesante – L'apertura radicale hanno aperto la serata con una proposta che non muovono tra metal estremo, avanguardia e ricerca sonora. Una scelta coraggiosa da parte del festival, che ha voluto iniziare con un set di rottura, capace di catturare l'attenzione e spiazzare. Il trio ha mostrato una precisione tecnica notevole, un uso creativo degli effetti e una presenza scenica intensa. Il pubblico ha reagito con curiosità e sorpresa, com'è naturale per una proposta così radicale. Un'apertura che ha dato subito il tono della serata. Il debutto live che i fan aspettavano da anni Per me, questo è stato uno dei momenti più attesi. I sono sempre stati una band da album in studio: di base un trio internazionale (Kimmo Porsti, Marco Bernard e Steve Unruh, solo il primo presente a Veruno) diventato nel tempo una multinazionale del prog sinfonico, con collaboratori da tutto il mondo, molti dei quali italiani. E vederli finalmente sul palco, con come ospite, è stato un piccolo evento storico. La formazione ha rappresentato perfettamente la sua natura: internazionale, stratificata, ricca di contributi italiani. Il set è stato vario, elegante, significativo della loro produzione: passaggi sinfonici, momenti narrativi, interplay guidato da Porsti, tastiere che ricostruivano l'architettura di tracce del passato. personale: dopo anni di scambi, finalmente la dimensione umana. Un debutto live che ha mantenuto tutte le promesse. Ritual – La sorpresa della serata Non li conoscevo, e molti altri come me (anche se ho captato che il loro arrivo a Veruno era stato caldeggiato da molti dei presenti), e forse proprio per questo la loro esibizione è stata una sorpresa. I hanno portato una lettura del prog fresca, innovativa, con radici folk ben integrate e un profumo - intenso, non superficiale - di quella scuola complessa e giocosa che richiama i Gentle , è stato il vero catalizzatore: voce particolare, riconoscibile, e una chitarra che passa con naturalezza da momenti acustici a sezioni più energiche. Molti presenti hanno condiviso la stessa impressione: una band da scoprire (almeno per me), capace di sorprendere anche chi ascolta Li intervisterò a breve: un'occasione per approfondire una proposta che dal vivo ha mostrato una personalità forte e originale. Energia, storia e brani che non ascoltavamo live da molto tempo è stato un regalo. Vicino agli 80 anni, Barre è salito sul palco con una freschezza che ha stupito tutti: preciso, energico, Un dettaglio importante: il bassista previsto non ha potuto partecipare e Barre ha chiamato ha avuto pochissimo tempo per preparare la scaletta; l'ho immaginato emozionato, ma si è comportato benissimo, con professionalità e rispetto per un repertorio complesso e credo possa essere questa una grande soddisfazione La serata ha avuto anche un momento speciale: l'unica occasione in cui Barre ha imbracciato il flauto, durante . Un gesto preciso, voluto, un omaggio diretto a Roland Kirk, il musicista che aveva ispirato quel brano e che Ian Anderson ha sempre riconosciuto come riferimento. Proprio perché il flauto è stato usato una sola volta, si è percepita con forza la solidità dei brani dei Jethro Tull: reggono benissimo anche senza, anche se il condizionamento di anni e anni porta a identificare la loro musica con il flauto traverso. Magari la presenza delle tastiere Oltre all'omaggio a Kirk, Barre ha aperto una parentesi intenso e sorprendentemente rock, perfettamente integrato nel tessuto del La parte per me più emozionante è stata quella dedicata ai primi album dei Jethro Tull, brani che nel nuovo millennio non avevo mai ascoltato dal vivo, e che qui hanno trovato nuova vita grazie ad arrangiamenti freschi, energici, quasi 'restaurati': quando mai è capitato di sentire ' E ascoltare quei pezzi con una voce vera, piena, non forzata, ha dato loro una dimensione diversa, più rock, più fisica. Una band di livello altissimo, un set che ha unito energia, La seconda giornata del 2Days Prog +1 è stata un viaggio tra sperimentazione, debutti attesi da anni, sorprese inattese e un tuffo nella Un festival che continua a essere un punto di riferimento, capace di unire pubblico, musicisti, amici e appassionati in un'atmosfera unica. E anche se il mio racconto riguarda solo la giornata di sabato, credo che possa rappresentare bene lo spirito di Veruno: coraggioso, accogliente, E il prossimo anno ci saranno altre novità!

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