LECCE – Buio pesto all'Unipol Domus: squadra senza anima, Falcone evita il tracollo. Le pagelle

LECCE – Buio pesto all'Unipol Domus: squadra senza anima, Falcone evita il tracollo. Le pagelle
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LE PAGELLE DI CAGLIARI-LECCE Falcone 6,5 : Incolpevole sul gol di Maldini, mette le sue manone altre tre volte a negare il raddoppio dei sardi. Da brividi un suo rinvio coi piedi ma non gli si può chiedere tutto. Nel finale si getta in area a caccia della spizzata che non arriva. Veiga 5 : Tanta volontà di fare contrasta con la sostanza: spinta inefficiente sulla fascia, corsa a vuoto, palloni gettati in mezzo a caso. Gaspar 5,5 : Sbroglia qualche situazione complicata ma sul gol del Cagliari si lascia uccellare da Maldini, lasciato libero di colpire in collaborazione con Tiago. (66′ Siebert) 5,5 . Sfiora in rovesciata il gol del pari al 97′ ma si lascia scappar via un paio di volte gli avversari sui ficcanti contropiedi rossoblù. Tiago Gabriel 5 : Qualche difficoltà anche oggi, a dimostrazione che il reset mentale post mercato ancora non è stato completato. Dorme insieme a Gaspar sul gol di Maldini. Gallo 4,5 : Si perde spesso il suo uomo di competenza gettando via palloni su palloni per imprecisione e/o per approssimazione. I suoi cross al centro non vanno mai nella direzione dei compagni. Qualche recupero difensivo ma ben poca spinta sulla fascia. Getta via un pallone al 92′ in zona corner, passando ad un compagno che non c'è. Ilic 5 : Prima da titolare per il simil-Ramadani, in tutto e per tutto. Nel primo tempo, da mezzala, stenta a prendere iniziative o a farsi vedere per lo scarico. Leggermente meglio nella ripresa ma serve più rapidità e più precisione nello smistamento del pallone. (66′ Maleh) 6 : Qualcosa gira meglio col suo ingresso nel ruolo di play arretrato. Ngom 4,5 : Promosso titolare, bocciato nell'intervallo. È distratto sul gol di Maldini non provando nemmeno a fare un passo in avanti per stringere la marcatura. Poca velocità di pensiero, poco pressing, poco peso da incontrista, pochi palloni passati in verticale. Una tonnellata, invece, quelli passati di lato o indietro. Perché? (46′ Fatah) 5,5 : Qualche lampo e molte ombre, soprattutto perché viene spesso ignorato dai compagni e, sulla sua fascia di competenza, si combina ben poco. Pierotti 5 : La classica gara del pampero: corsa a testa bassa, poca sostanza in attacco, poco aiuto sulla sua fascia, poca presenza quando è affiancato alla punta centrale. (82′ Berisha) 6 : Nei dieci minuti abbondanti in cui rimane in campo, la qualità del Lecce passa a un livello quasi sufficiente, da mediocre qual era prima. Il suo recupero completo è fondamentale. Coulibaly 6 : Corre ovunque, mette pezze, pressa, prova a portare sul il pallone o a trovare qualche traiettoria giusta per il suggerimento in verticale. Uno dei pochi che non passa il pallone in orizzontale o all'indietro. Monteiro 6 : Buone potenzialità, intraviste in alcuni scambi veloci coi compagni e – cosa strana per questa squadra – non avendo paura di puntare l'uomo. (66′ N'Dri) 6 : Si conferma uomo degli ultimi minuti: va via due o tre volte sulla fascia, guadagna un paio di punizioni interessanti – e forse anche mezzo rigorino – e mette in mezzo l'assist per il pari ignorato da Stulic. Stulic 4 : Nel primo tempo ha la chance di sbloccare il punteggio ma spara altissimo ed era in fuorigioco. È il prologo di una partita tempestata da errori, piccoli e grandi, di posizione, di concetto, di tecnica. Non riesce a stoppare un pallone che, tra i suoi piedi, sembra la 'palla magica' multi rimbalzante anni '80. L'unico tiro in porta lo fa al 42′ ma è troppo centrale e Caprile devia in corner. Raramente lo si vede uscire dalla sua posizione per farsi dare palla e quando tenta l'uno-due col compagno è sempre una mezza tragedia. Spesso decide di far rimbalzare il pallone in area quando è più opportuno controllarlo e tirare o smistarlo. L'apoteosi all'86', quando N'Dri scappa via e gli porge un potenziale tap-in: il 9 del Lecce, però, temporeggia troppo, attendendo il pallone invece che andargli incontro (le primissime lezioni di scuola calcio…) permettendo la chiusura della difesa cagliaritana. Da mani nei capelli. All. Di Francesco 4,5 : Il Lecce oggi non c'è, dal primo all'ultimo minuto. Nemmeno uno straccio di voglia di riscattarsi dopo il cappotto subito dalla Roma. Approccio, ancora una volta, sbagliato, regalando agli avversari campo e spazi. In avvio il tecnico pescarese punta ancora su Ngom da play lasciando Maleh e Berisha in panchina. La scelta non paga. Il pallone scorre lento, non ci sono idee, non c'è carattere. Il Cagliari è più veloce, ha più idee, ha voglia di correre e di lottare, tutto ciò che manca agli undici giallorossi. Il parziale di 1-0 è anche oro colato. Nell'intervallo lascia a riposo Ngom arretrando Ilic a play con Fatah largo a sinistra e Monteiro un passo dietro a Stulic. Ma cambia ben poco. La squadra non cambia passo, l'attacco è impalpabile, il centrocampo fa una fatica immane a costruire qualcosa di interessante e la difesa va in costante difficoltà sulle rapide ripartenze cagliaritane. A metà tempo rivoluzione con Maleh, Siebert e N'Dri ma è sempre il Cagliari a sfiorare il raddoppio, cogliendo anche due pali o trovando i guanti di Falcone. L'assalto finale è l'emblema di questa squadra: approssimativa, senza inventiva e senza qualità. Quella di Cagliari è una brutta sconfitta, per due motivi: uno, è un confronto diretto perso; due, è stato perso senza lottare, senza giocare, senza costruire un'azione offensiva degna di nota tra una marea di palle perse, passaggi sballati, controlli palla sgangherati. Di Fra reclamava ulteriori rinforzi prima della chiusura del mercato, dopo la Roma. Ulteriori rinforzi in extremis non ne sono arrivati: a lui, ora, il compito di dare una scossa a questa squadra che, oggi, squadra non lo è per niente. Tags: cagliari falcone wladimiro in evidenza lecce pagelle serie a

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