Tafaro Sebastiano*
Il termine Repubblica, come è risaputo, è di origine romana, a differenza di democrazia (potere del demo), che è termine mutuato dalla lingua e dal pensiero greco.
La parola Repubblica è la traduzione dell'etimo romano Res publica populi romani[1].
Ha origini indoeuropee ed è composto da 'res', che deriva dalla radice indoeuropea reh– (o ra-), che significa 'possesso', 'bene' o 'ricchezza' e 'pudh' o *pel – -*pal/ (riempire, essere pieno, moltitudine) da cui derivarono poplo (crescita) e 'poplicus' per significare il popolo o, meglio, la collettività, con le sue istanze di ampiamento e crescita.
Dunque, per i Romani la 'Respublica' stava ad indicare l'appartenenza al popolo di ogni bene e di ogni decisione e potere.
Non a caso le 'leges' (leggi) costituivano comandi generali emanati dal popolo ('generale iussum populi')[2] ed i Capi, cioè gli Organi politici, erano in carica per prestare un servizio alla Collettività (alla pari di quanto previde anche Gesù: Marco 10:32-45) e per un breve periodo non rinnovabile.
Dopo le Monarchie assolute, che avevano stravolto tutto, Montésquieu (Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu; un nobile) creò l'illusione di una possibile democrazia rappresentativa. Egli, come noto, articolò lo Stato intorno a 3 poteri (Legislativo, Esecutivo, Giudiziario), estromettendo del tutto i giuristi; i quali erano da secoli depositari del diritto e della giustizia. In tal modo sostituiva il modello di Respublica con una pretesa di democrazia che fu sí valida contro l'assolutismo, ma contribuí ad emarginare ed estraniare il popolo, tanto che i comunisti sogghignavano verso chi li tacciava di mancanza di democrazia, osservando: ma che democrazia è la vostra dove il popolo si esprime si e no ogni 5 anni?
Oggi poi il popolo in alcuni Stati non sceglie più neanche i cosiddetti propri rappresentanti! Montesquieu giustificava le sue scelte per il fatto che non sarebbe stato fisicamente possibile unire tutti i Francesi. Dunque, parliamo di democrazia e dimentichiamo la Respubblica e le sue caratteristiche ineliminabili! Mi chiedo: non abbiamo il dovere di ripristinare la Repubblica, ma veramente e non solo con le parate e le illusioni? Si può, però? Dominique Rousseau ha affermato di SI! Come? Lo ha spiegato in una intrigante riflessione: La Démocratie continue[3].
Anche Ainis ha scritto efficacemente sul punto, facendo leva sulla possibilità di far accedere TUTTI alle scelte ed al controllo dell'operato dei suoi rappresentanti attraverso la rete.
Occorre una vera e sana rivoluzione diretta a riposizionare veramente il popolo al centro di ogni statuizione e nella gestione del potere ;
; occorre passare dalla CARICA POLITICA al SERVIZIO POLITICO (gratis e per dovere verso la comunità, per tempi limitati, affidando però la continuità al popolo;
magari si possono articolare, attualizzando, istituzioni come: il Referendum propositivo ; le antiche concioni (in America Latina vi è il Cabildo o il Consejo partecipato); l'azione popolare; l'Avvocato (o Difensore) del popolo; il voto elettronico (magari utilizzando le edicole di giornali per chi non abbia possibilità o dimestichezza con la Rete); la temporaneità assoluta e non reiterabilità della carica politica; la gratuità, come servizio pubblico, della carica politica (col solo rimborso delle spese vive o con una remunerazione pari a quanto mediamente percepito in precedenza o/e comunque non più di un alto dirigente dell'Organo nel quale si opererà; O altro.
Quel che appare certa è la urgente necessità di discuterne per articolare una proposta diretta al superamento dell'elitario modello attuale!
Esso, peraltro, vuole dare l'illusione della democrazia, ma non della partecipazione, con la cosiddetta divisione dei poteri, ormai obsoleta e travalicata (in UE le decisioni delle Corti hanno forza di legge; in Italia i Decreti-legge ed il voto di fiducia hanno esclusa ogni forma di dibattito e di partecipazione; ecc…..
Scusatemi, ma mi sembra ingiusto, alla soglia dei 90, non preoccuparmi dello spazio concesso ai nostri figli, nipoti e insomma ai nostri giovani, peraltro minacciati di emarginazione squassante dalle IA, come ha avvertito il SANTO PADRE.
conclusione e proposta.
Lanciamo un manifesto per la repubblica.
Cioè, rendiamoci promotori di una iniziativa che ci posizioni al centro della vita sociale e politica, riposizionando la nostra e più ingenerale l'Università al centro della riflessione critica innovativa, ricordando il monito di Einstein: all'Università si sta per pensare ciò che non sta da nessuna altra parte.
Pretendiamo i media ed i politici ad un confronto sul nostro MANIFESTO, dal quale possano scaturire proposte rifondatrici della società odierna, riposizionando il popolo, cioè noi stessi, al centro della politica e della società.
* Professore Onorario dell'Università italiana – Medaglia d'oro Sapientia et Veritas della Polonia.
[1] Cicero De re publica I, 25, dove l'Arpinate affermò che la Res Publica è sinonimo di Res Populi;di modo che essa indca ed è il bene del popolo, inteso non come un'accozzaglia disordinata di individui, ma come una comunità unita dal diritto e dalla condivisione degli interessi comuni.
[2] Gellius, Noctes Atticae 10. 20: lex est generale iussum populi aut plebis rogante magistratu (definizione attribuita al giureconsulto augusteo Ateio Capitone. Mentre già le dodici Tavole avevano sancito: quodcumque postremum populus iussisset, id ius ratumque esto (XII Tab. 12. 5). Ciò perché il populus era il vero ed unico interlocutore della divinità: v., per tutti, G. Lobrano, Qualche idea, dal punto di vista del diritto romano, su origine e prospettive del principio di laicità, in Diritto@Storia n.10, 2011-1012, online.
[3] V. La démocratie continue (Actes du colloque de Montpellier organisé par le CERCOP, du 2 au 4 avril 1992, avec la parrainage de l'Association française de science politique), Paris — Bruxelles, LGDJ – Bruylant, coll. La Pensée juridique moderne, 1995, V-XI — 165; cfr. Yves Poirmeur, D. Rousseau – La démocratie continue [archive] », sur Politix, vol. 9, n°35. p. 277-282, 1996.
(0)Comments