Il rapporto tra Chivu e Mourinho
L'ultima cartolina spedita da Madrid ha i bordi ingialliti dal tempo, ma se ne sta beata e tranquilla sopra la mensola di casa Chivu. Ricorda agli ospiti e a tutta la famiglia dov'è arrivato e che cosa ha raggiunto il ragazzo di Resita, Romania, puntino di case basse e fabbriche da cui è partita la sua scalata verso un cielo stellato. Il gran ritorno dell'allenatore nerazzurro al Bernabeu è un insieme di ricordi. Il 22 maggio 2010 giocò titolare la finale di Champions contro il Bayern. Domani ritroverà Mourinho da avversario per la prima volta. Il tutto nel primo confronto europeo tra José, campione d'Europa in nerazzurro, e la sua vecchia Inter. Nel quadretto c'è anche Chivu, uno dei suoi allievi. Vediamo i cinque momenti che li legano.
"Mia nonna corre di più"
La freccia andò a bersaglio e fece anche male, ma Chivu lo capì solo un pugno di anni dopo. 'Lo fece per il mio bene…'. Contesto: post partita di un Atalanta-Inter perso 3-1, gennaio 2009, prima stagione di José. Cristian, schierato alto a sinistra davanti a Maxwell, viene sostituito dopo mezz'ora. Così lo Special One, durante l'analisi video con tutti i giocatori, tende l'arco verso il romeno: 'Mia nonna avrebbe corso più di te…'. E giù di musi lunghi e volti spenti. Chivu l'ha raccontato nel 2022 in un'intervista a Cronache di Spogliatoio. 'Pensai a cosa avrei potuto fare di più, ma a fine riunione mi disse nella partita successiva avrei giocato titolare al centro della difesa. Riesce sempre a farti dare il meglio'.
Esterno a Barcellona
Il secondo flash è tattico, ma dietro lo schemino c'è anche un moto d'orgoglio. Un recap: 28 aprile 2010, semifinale di ritorno col Barcellona al Camp Nou, i nerazzurri partono dal 3-1 dell'andata. Sanno che il fortino andrà difeso con tutte le forze, ma dopo meno di mezz'ora Thiago Motta lascia in dieci i suoi. L'occhiolino di Busquets è rimasto nell'immaginario collettivo. Chivu fa l'esterno alto davanti a Zanetti. L'Inter perde 1-0, ma vola in finale con astuzia. 'La sconfitta più bella della mia carriera', racconterà sempre Josè, immortalato in mezzo agli idranti con un sorrisone grosso così.
In panchina a Siena
Il terzo click si incastra bene alla voce 'gestione'. Maggio 2010, sfida scudetto col Siena all'Artemio Franchi, ultima giornata di campionato. Se l'Inter vince è campione d'Italia. La gara sa di trappola, ma è tutt'altro che proibitiva, così José sceglie di preservare Chivu in vista della finale contro il Bayern, in programma sei giorni dopo al Bernabeu.'Mi disse che mi avrebbe fatto riposare a Siena per recuperare mentalmente e fisicamente. All'inizio ovviamente non la presi benissimo, ma poi capii'. Cristian entra a un quarto d'ora dalla fine al posto di Sneijder per difendere lo scudetto: missione compiuta.
La profezia su Robben
San José sa essere 'special' anche nelle profezie. Chivu ne è stato testimone. Anche qui, contesto da rispolverare. L'Inter, già campione d'Italia e di Coppa, sta preparando la sfida col Bayern Monaco alla Pinetina. Soliti colloqui individuali per spiegare strategia e tattiche ai vari giocatori. 'Mourinho mi predisse cosa sarebbe successo'. Nello specifico: 'Marcherai Robben, lo seguirai anche in bagno, ma sarai ammonito, così io schiererò Zanetti terzino sinistro e tu andrai a fare il mediano. Ti cambierò all'ottantesimo'. Tutto vero. Incassò il giallo come da pronostico e fu sostituito al 79'. Chivu ha raccontato che dopo il triplice fischio andò in bagno a fumarsi una sigaretta liberatoria. La prima da campione d'Europa.
Lo scontro con Pellissier
Il momento più delicato della sua vita. Il 6 gennaio 2010, in un Chievo-Inter al Bentegodi, Chivu rischiò grosso in uno scontro con Sergio Pellissier. Da lì in poi ha sempre giocato col famoso caschetto nero protettivo. 'Quando sei vicino al peggio cambi il tuo modo di vedere la vita'. Rientrato col Livorno - quasi quattro mesi dopo -, ha raccontato più volte di come Mourinho gli sia sempre stato vicino. 'Mi chiamava tutte le sere, poi a fine gennaio mi chiese quando sarei tornato. Erano i giorni della lista Champions. Gli risposi che a marzo sarei stato disponibile e che volevo esserci'. Così è stato.
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