Alessandro Ruta per corriere.it - Estratti
Una strampalata idea di fine estate o un colpo da stropicciarsi gli occhi: James Rodriguez all'Avellino. Di questo sono sicurissimi in Spagna, con un'esclusiva firmata dal quotidiano Marca e dalla firma di punta del calciomercato, Matteo Moretto.
Andasse davvero in porto sarebbe veramente una storia assurda, più che altro con il dovuto rispetto perché finirebbe a giocare nella Serie B italiana. Un campionato che a questo punto, con l'arrivo del colombiano, guadagnerebbe svariati punti in quanto a immagine e interesse.
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Classe 1991, James (molti lo chiamano solo così anche perché il cognome è veramente diffuso ovunque in lingua spagnola) è uno dei calciatori sudamericani più divisivi del nuovo millennio, senza dubbio.
Piede sinistro fatato, la sua esplosione va fatta risalire al Mondiale del 2014 quando con la Colombia arrivò fino ai quarti di finale, uscendo poi contro il Brasile. In quell'edizione della Coppa, James segnò cinque gol, uno più bello dell'altro: il migliore, senza dubbio, il controllo a seguire con mezza piroetta e sinistro (ovviamente) al volo sotto la traversa da fuori area, agli ottavi di finale contro l'Uruguay.
In uno dei tanti momenti di incapricciamento della sua vita dirigenziale il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, lo portò a vestire la maglia "blanca" in cambio di 75 milioni, pagati al Monaco che l'anno precedente, lo aveva strappato al Porto, suo primo club europeo.
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Il problema di Rodriguez è che, come molti altri sia prima che dopo di lui, l'ambiente di Madrid ha iniziato piano piano a soffocarlo dopo una partenza comunque non male. Anche perché tatticamente non era proprio facile da collocare: accolto da Ancelotti, che se l'era ritrovato un po' sul groppone, già con Benitez e in seguito Zidane il suo minutaggio si sarebbe ridotto di netto.
Una volta trovata la quadra con il tridente Bale-Benzema-Cristiano Ronaldo, il Real Madrid si era trovato a non sapere quasi che fare con James Rodriguez, troppo innamorato del pallone e poco propenso alla copertura. Insomma, un giocattolino superfluo, ma costoso: fino a 13 milioni lordi a stagione d'ingaggio.
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Dal 2017 al 2019 quindi la cessione in prestito al Bayern Monaco. Come a dire, il livello è ancora alto, ma da mostrare in un altro campionato. Alla scadenza del contratto, nel 2020, l'addio al Real Madrid e l'inizio, di fatto, di una lunga decadenza: Everton, Al-Rayyan, Olympiakos, Rayo Vallecano, Leon e Minnesota United le sue successive tappe.
Al momento infatti James Rodriguez è svincolato dopo l'ultima esperienza nella Major League Soccer, con i Minnesota United, dove prendeva "una miseria" rispetto al passato: 684mila dollari a stagione, stando alle informazioni più recenti. Addirittura il contratto è stato rescisso a maggio.
Il piede è rimasto sempre quello fatato, si può dire che l'unica squadra che non l'ha mai tradito (e viceversa) è stata la Colombia, la sua Nazionale, che ha rappresentato anche all'ultimo Mondiale con tanto di fascia da capitano.
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Per lui con i Cafeteros in estate cinque presenze, tutte da titolare, ma sempre regolarmente sostituito. Lo si vedeva arrancare, tentare la giocata, ma insomma il James Rodriguez del 2014, quello abbagliante che convinse il Real Madrid a puntare su di lui una cifra considerevole (è tutt'ora l'ottavo acquisto più caro nella storia del club), è un lontanissimo ricordo.
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