Tra Serra Riccò e Morego è iniziata la raccolta di Bianchetta Genovese, Vermentino, Pigato e delle uve destinate al Val Polcevera Coronata. Il marchese Giacomo Cattaneo Adorno racconta l'annata e il legame dei quattro vini con il territorio
È iniziata tra Serra Riccò e Morego la vendemmia 2026 di Villa Cambiaso. Nei vigneti è partita la raccolta delle uve destinate alle quattro produzioni aziendali: Bianchetta Genovese, Vermentino, Pigato e Val Polcevera Coronata.
A raccontare l'avvio della stagione è il marchese Giacomo Cattaneo Adorno, che parte dalle particolari condizioni climatiche degli ultimi mesi.
«È un'annata sicuramente eccezionale: non c'è una pioggia vera da più di tre mesi e abbiamo avuto un caldo altissimo», spiega. La situazione delle vigne, però, è positiva: «Per fortuna qui in Val Polcevera le sorgenti hanno continuato ad alimentare la falda. L'uva non ha sofferto, anzi è sana e bella».
Anche sul fronte della quantità le prime indicazioni sono favorevoli. Cattaneo Adorno mantiene però prudenza sulla valutazione complessiva: «Possiamo sperare in un'annata eccezionale, però questo si saprà dopo la fermentazione».
La raccolta proseguirà nelle prossime settimane, seguendo i tempi di maturazione delle diverse varietà.
Bianchetta Genovese, il recupero di un vitigno che rischiava di perdersi
Una parte significativa del racconto riguarda la Bianchetta Genovese, vitigno autoctono che Villa Cambiaso ha recuperato attraverso un lavoro di ricerca sul territorio.
«La Bianchetta nasce in questo territorio. È una pianta delicata, un'uva erbacea, non particolarmente aromatica, sapida e molto elegante», racconta Cattaneo Adorno.
Nel tempo la varietà si era progressivamente ridotta ed era stata sostituita anche dall'Albarola, definita dal marchese «una cugina più rustica». Da qui la decisione di recuperare le piante ancora esistenti.
«Abbiamo perso due anni. Abbiamo cercato i vitigni dai piccoli contadini, li abbiamo dati in mano a un vivaio e poi, dopo due anni, abbiamo piantato».
Cattaneo Adorno rivendica soprattutto il rapporto storico di questa varietà con il capoluogo ligure: «La Bianchetta è il vino dei genovesi. Come tante cose dei genovesi di altissimo livello, si stava andando a disperdere».
Nel suo racconto cita anche chi ha contribuito a conservarla: «C'erano degli agricoltori che hanno dedicato tempo e passione e che hanno salvato questa importante realtà. Il primo fra questi è Daniele Parma».
La Bianchetta di Villa Cambiaso presenta sfumature agrumate e di mandorla fresca. Per questa produzione Cattaneo Adorno guarda anche oltre il mercato locale, puntando sull'interesse che un vino meno aromatico e più elegante potrebbe suscitare all'estero.
Il Vermentino e quel legame con le valli genovesi
Il Vermentino occupa un posto preciso nel racconto della produzione di Villa Cambiaso. Cattaneo Adorno lo distingue nettamente dal Pigato proprio sulla base del rapporto con il territorio.
«Il Vermentino è il vino di questa zona», afferma. A sostegno di questo legame richiama anche le testimonianze raccolte da chi lavorava nelle cave della zona, che ricordava la presenza del vitigno su queste valli.
Villa Cambiaso ne ha piantato due cloni, uno toscano e uno corso. «Quello corso è più aromatico», spiega Cattaneo Adorno, che considera il Vermentino una delle produzioni più rappresentative dell'azienda.
Il Val Polcevera Vermentino 'e Galêe' presenta struttura, profumi di frutta a polpa gialla ed erbe aromatiche, insieme a una componente minerale.
Per Cattaneo Adorno il rapporto con il territorio resta centrale: «Il Vermentino si sta diffondendo sempre di più, anche se forse molti non ricordano a sufficienza che è il vino di Genova».
Diversa la storia del Pigato. «Non è il vino di queste zone, è il vino delle coste», osserva il marchese. Villa Cambiaso ha comunque scelto di inserirlo nella propria produzione, anche per rispondere alle richieste del mercato.
«Abbiamo fatto una scelta commerciale, dando quello che il mercato chiede, pur sapendo che non è il vino tipico di questa zona».
Coronata, «è proprio il vino di Genova»
Il legame con Genova diventa ancora più esplicito parlando del Val Polcevera Coronata 'o Cônâ'.
«La Coronata è proprio il vino di Genova», afferma Cattaneo Adorno. Le uve destinate a questa produzione non vengono coltivate a Serra Riccò, ma nell'altra parte della vallata, verso San Cipriano, nella zona di produzione del Coronata.
Il vino nasce dall'assemblaggio di Bianchetta, Albarola, Vermentino e Bosco.
Nel ricostruirne la storia, Cattaneo Adorno richiama anche antiche testimonianze legate alla viticoltura locale e il riferimento di Stendhal durante il suo viaggio in Italia.
«È il vino di Genova e riteniamo di averne dato un'espressione giusta, reale, che rispecchia l'originaria importanza e l'eleganza di questo vino».
Nei giorni scorsi l'inizio della vendemmia è stato accompagnato da un momento di presentazione nel nascente parco storico di Villa Negrotto Cambiaso, a Serra Riccò. L'area sarà restituita alla fruizione pubblica come patrimonio verde e culturale del territorio.
E alla domanda su cosa rappresenti la vendemmia dopo un anno trascorso tra i vigneti, Cattaneo Adorno risponde partendo proprio dal lavoro: «È il coronamento di un anno».
Per il marchese, però, uno dei momenti decisivi arriva molto prima della raccolta. «Per me, per assurdo, l'operazione più delicata in un anno è la potatura. Se la potatura è corretta…». Un lavoro che accompagna il vigneto fino al momento in cui l'uva può finalmente essere raccolta.
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