Arrestato per uno scambio di persona, si fa tre mesi in carcere: con quella violenza sessuale non c'entrava nulla

Arrestato per uno scambio di persona, si fa tre mesi in carcere: con quella violenza sessuale non c'entrava nulla
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Category: Politics
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Milano, 8 settembre 2026 – Uno scambio di persona. Dovuto a una 'forte somiglianza' che però ha tenuto in una cella del Beccaria per oltre tre mesi un giovanissimo ucraino. Il ragazzo, un 17enne, lo scorso maggio era finito nel carcere minorile Beccaria di Milano con l'accusa di essere stato l'autore di una violenza sessuale l'8 aprile ai danni di una ragazza non lontano da una nota discoteca di corso Como, zona della movida milanese. Con lui in concorso era stato arrestato il fratello, 21 anni e anche lui di nazionalità ucraina. Le indagini della Polizia, però, ora hanno dimostrato che c'è stato un errore di persona e che quel minorenne non c'entrava nulla perché, come accertato anche dalle analisi delle celle telefoniche, era a casa sua quella notte. Gli stessi accertamenti, poi, hanno portato oggi all'arresto del presunto responsabile degli abusi, un ventenne, pure lui ucraino. I riscontri Come si evince dall'ordinanza firmata dal gip Alberto Carboni, nelle indagini della pm Anna Chiara Reale, lo stesso 21enne, che resta in carcere come concorrente nella violenza, aveva detto subito che il fratello non c'era quella notte e aveva indicato il nome dell'altro che era con lui. Come è possibile "riscontrare da una semplice visione delle immagini", scrive il gip, fra il 17enne e il 20enne "vi è una forte somiglianza che ben può avere indotto in errore la ragazza" nel riconoscimento fotografico, "anche tenuto conto dell'ovvia concitazione dei momenti e dello stato di alterazione in cui versava durante la violenza". Il giovane è stato detenuto al carcere Beccaria (Archivio) Il dato Poi, quando la giovane è stata convocata nuovamente a giugno, "oltre a dar conto lei stessa della forte somiglianza" tra i due, ha aggiunto "un dato oggettivo che supera il dubbio apparente e che permette di confortare in via definitiva il riconoscimento" nel 20enne ucraino. Quest'ultimo "è alto 190 cm" mentre il 17enne, per cui nel frattempo il Tribunale per i minorenni ha revocato l'ordinanza con conseguente scarcerazione, "è alto solo" un metro e 80 centimetri. Da qui la nuova ordinanza di custodia in carcere per il 20enne (il cui telefono agganciava le celle della zona degli abusi) per l'accusa anche di rapina ai danni di due amici che erano con lei e che tentarono di aiutarla. È indagato, assieme al 21enne, anche per lesioni ai danni di uno di loro, colpito con calci e pugni.

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