Fede 2.0?* Tiepido o fervente? di Marco Santoro

Fede 2.0?* Tiepido o fervente? di Marco Santoro
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Che dice Gesù dei 'tiepidi', cioè di quelli che non sono atei, ma neanche propriamente cristiani?' La fede è Dio', ha detto Gesù alla mistica Luisa Piccarreta (morta nel 1947). La fede non è quindi un sentimento privato, ma uno stato dell'anima, un suo modo d'essere (ontologico) illuminata da Dio, che si manifesta in comportamenti pubblici, quotidianamente: 'L'amore di Cristo ci spinge…', scrive San Paolo, per espandere il regno di Dio, per guadagnare figli a Cristo, che è morto per loro, non solo per noi. La salvezza dall'inferno non è scontata (lo ha mostrato la Madonna ai veggenti di Fatima, 1917, Gesù a Santa Faustina Kowalska, morta nel 1938), ma va guadagnata con la vera fede (cfr. Gv 3,18-21), che si traduce in opere, cioè in comportamenti concreti. 'La fede senza le opere è morta', ha scritto l'apostolo San Giacomo. (morta nel 1947). La fede non è quindi un sentimento privato, ma uno stato dell'anima, un suo modo d'essere (ontologico) illuminata da Dio, che si manifesta in comportamenti pubblici, quotidianamente: 'L'amore di Cristo ci spinge…', scrive San Paolo, per espandere il regno di Dio, per guadagnare figli a Cristo, che è morto per loro, non solo per noi. La salvezza dall'inferno non è scontata (lo ha mostrato la Madonna ai veggenti di Fatima, 1917, Gesù a Santa Faustina Kowalska, morta nel 1938), ma va guadagnata con la vera fede (cfr. Gv 3,18-21), che si traduce in opere, cioè in comportamenti concreti. 'La fede senza le opere è morta', ha scritto l'apostolo San Giacomo. E Gesù aveva detto: 'Chi mi ama osserva i miei comandamenti'; ''Perché mi chiamate…[pregate] e non fate quello che dico?'.La riduzione borghese, narcisista, materialista ed edonista, del cristianesimo, in atto oggi in una parte della Chiesa, in sedicenti credenti, ma di fatto, per più aspetti, non praticanti, non è conforme all'insegnamento di Cristo. Dio vede il cuore delle persone e le conseguenti scelte concrete: nella sessualità, nel rapporto con i soldi e il successo sociale, nell'impegno ecclesiale e col prossimo, nell'educazione dei figli innanzitutto alla fede, nell'evangelizzazione degli altri, ecc.La priorità quotidiana del vero credente è l'amore e il rapporto con Cristo, nonché il bene spirituale e fisico del prossimo, non solo suo e dei suoi cari. Di conseguenza, ognuno ha un suo posto nella Chiesa, un suo ruolo nell'evangelizzazione, nell'impegno con Cristo e per Cristo. Quali sono le opere, i comportamenti concreti che manifestano la fede? Un primo modo, semplice, per saperlo, è confrontarsi con le 'Opere di misericordia'. La saggezza accumulata nei secoli, frutto delle rivelazioni e della riflessione su esse, la materna Pedagogia della Chiesa, lo hanno infatti sintetizzato da tempo. Ci sono le 7 opere di misericordia corporale (materiale): – Dar da mangiare agli affamati- Dar da bere agli assetati – Vestire gli ignudi – Alloggiare i pellegrini (o accogliere i forestieri) – Visitare gli infermi (i malati)- Visitare i carcerati- Seppellire i morti. E ci sono le 7 opere di misericordia spirituale: – Consigliare i dubbiosi (innanzitutto sulle questioni di fede) – Insegnare agli ignoranti (innanzitutto la fede, fatti e dottrine) – Ammonire i peccatori (riprensione fraterna di chi è in peccato) – Consolare gli afflitti- Perdonare le offese – Sopportare pazientemente le persone moleste – Pregare per i vivi e per i morti Ognuno si può esaminare al riguardo. La sintesi dell'intera dottrina di Cristo, da praticare, è comunque nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Capolavoro dottrinale, promulgato nel 1992 dal Santo papa Giovanni Paolo II e recentemente ripubblicato sotto papa Francesco, frutto di migliaia di anni di rivelazioni, di pratica e di studio, il Catechismo ci offre il quadro completo di ciò che Dio-Cristo ha detto e vuole. È specificato quali sono i peccati e quali sono le loro conseguenze (sempre negative e tragiche). In materia di fede non contano le opinioni personali, ma ciò che Dio ha detto e la Chiesa ufficialmente, attraverso gli atti del suo Magistero, che fa capo al Papa, trasmette. Il Concilio Vaticano II (decreto 'Optatam totius', n.16; 'Gravissimum educationis', n. 10) per la teologia e la formazione del clero ha rimandato allo studio di San Tommaso d'Aquino. Ma quanto è disattesa oggi l'indicazione conciliare? Le encicliche di San Giovanni Paolo II, in particolare la 'Veritatis splendor', stanno lì a testimoniarlo. La Chiesa, dunque, ha conservato nei secoli l'insegnamento di Cristo, anche se non sempre nella Storia il clero – individualmente – gli è stato fedele, né lo è sempre oggi, con l'imperante moda culturale borghese, che nella Chiesa – di fatto – diventa 'modernismo' teologico, condannato dai pontefici. Si tende, in questi casi, a piacimento, a derubricare i peccati e ad eliminare la giustizia di Dio, cioè il fatto che Lui, prima o poi, punisca, anche in questa vita (cfr., invece, ad esempio, 1 Cor 5,1-8). Si presenta così un Dio solo misericordioso e non anche giusto. Questa è metà della Verità (in stile diabolico, cfr. Gn 3,1-7) e lo ha ribadito Gesù in persona alla stessa Santa Faustina Kowalska, pur 'segretaria' della Sua Misericordia (cfr. 'Diario'). Anzi, forse è proprio prevedendo tutta l'evoluzione 'laicizzante' moderna della cultura occidentale, anche teologica, che Dio aveva rivelato e fatto scrivere a Santa Brigida, patrona d'Europa, quanto segue, usando, per indicare la Chiesa, l'allegoria di un castello:'Il castello… è la stessa santa Chiesa, costruita con il sangue mio e dei miei santi, cementata con il cemento della carità; in essa posi i miei eletti e amici. Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che io sono giudice giusto e misericordioso. Ma ora è scavato il fondamento, perché tutti mi credono e mi predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che io sono giusto giudice. Essi mi ritengono quasi un giudice iniquo. Iniquo infatti sarebbe il giudice, che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora di più i giusti. Ma io sono Giudice giusto e misericordioso, sicché non lascerò impunito neppure il minimo dei peccati, né senza ricompensa il minimo bene… Sono entrati nella santa Chiesa quelli che peccano senza timore, che negano la mia giustizia, tormentano gli amici miei… Per gli amici miei stessi non c'è infatti gaudio e consolazione. Ma ogni obbrobrio e ogni dolore è dato a loro… Se di me dicono il vero, sono confutati e accusati di menzogna. Desiderano ardentemente ascoltare e dire cose rette, ma non c'è chi li ascolti o chi le dica loro…'(Santa Brigida, 'Le rivelazioni', cap. 5, Edizioni San Paolo, 2002, prefazione del cardinale C. Ruini).Gesù si è espresso chiaramente, mi pare. Anche se bisogna seguire Cristo per amore, ricambiando al Suo (cfr. Catechismo n. 1828), a questo bisogna prima giungere, maturando la fede, e il Santo timore di Dio, dono dello Spirito Santo (cfr., ad es., Is. 11,2-3) è utile, come insegna già il Vecchio Testamento, che ammonisce:'Il timore del Signore è il principio della scienza…' (Pro 1,7); 'La sapienza non entra in un'anima che opera il male,né abita in un corpo schiavo del peccato'. (Sap 1,4). La nostra epoca, invece, è sotto il dominio di Satana, lo ha rivelato Dio a vari Santi (la beata Emmerich, papa Leone XIII, ecc.) e in varie apparizioni (a Medjugorje, ad esempio), le apparizioni mariane, materne, ufficialmente riconosciute, si sono perciò moltiplicate.Ricordiamo (lo fa ogni anno la Supplica alla Madonna di Pompei, di San Bartolo Longo) che con i peccati si ritorna a crocifiggere Cristo, che è presente non solo in Cielo, ma anche al centro di ogni anima umana (cristiana o no, cfr. Gv 1,9; cfr. rivelazioni a S. Brigida e a S. Teresa d'Avila). Il peccato ferisce quindi la propria anima, Cristo e il prossimo (sempre, in vari modi, anche non espliciti e immediati, cfr. rivelazioni a S. Caterina da Siena). Il vero cristiano può cadere accidentalmente, per debolezza umana, nel peccato (e perciò Gesù ha istituito la Confessione), ma non convivere con esso, giustificandosi secondo comodo e moda corrente. Il vero credente combatte il peccato quotidianamente con tutte le sue forze, in sé e negli altri (con carità, si capisce). Chi ama Dio, infatti, lo deve amare con tutte le sue forze, questo dice il Primo Comandamento: 'Amerai il Signore tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze'.Il peccato uccide le anime e i corpi, la fede invece risuscita. Ma che pensa, in conclusione, Gesù dei tiepidi, che vivono invece nel compromesso con la mentalità e lo stile di vita del mondo, oggi più corrotto, cioè peccatore, che mai ?I 'tiepidi', compromessi, superbi, ciechi e corrotti, che fine faranno ?Tutta la Scrittura ammonisce che si raccoglie, prima o poi, quello che si semina: chi semina peccati, raccoglie presto o tardi sofferenze.Vediamo, infine, in specifico, alcune esplicite rivelazioni di Gesù. Dall'Apocalisse (dettata da Gesù a San Giovanni apostolo).Dal cap. 3[14]All'angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi:Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio: [15]Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! [16]Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. [17]Tu dici: 'Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla', ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. [18]Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. [19]Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. [20]Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. [21]Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono. [22]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Nella Novena alla Divina Misericordia, dettata da Gesù a Santa Faustina Kowalska negli anni Trenta del '900, al nono giorno si legge:'«Oggi conduciMi le anime tiepide ed immergile nell'abisso della Mia misericordia. Queste anime feriscono il Mio cuore nel modo più doloroso. «La Mia anima nell'Orto degli Ulivi ha provato la più grande ripugnanza per un'anima tiepida. Sono state loro la causa per cui ho detto: – Padre, allontana da me questo calice, se questa è la Tua volontà. Per loro, ricorrere alla Mia misericordia costituisce l'ultima tavola di salvezza».Che Dio ci aiuti a vivere nella Sua Volontà. Ma è innanzitutto una nostra scelta.

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