Processo Amata, la Regione arriva fuori tempo: chiede di essere parte civile ma la notifica c'era

Processo Amata, la Regione arriva fuori tempo: chiede di essere parte civile ma la notifica c'era
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Category: Politics
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Si complica la strada della Regione siciliana verso la costituzione di parte civile nel processo per corruzione a carico dell'assessore regionale al Turismo Elvira Amata. Palazzo d'Orléans ha chiesto alla terza sezione del Tribunale di Palermo di essere rimesso nei termini, sostenendo di non aver avuto conoscenza della fissazione dell'udienza dibattimentale. Ma dagli atti risulta che la Presidenza della Regione aveva ricevuto la notifica della data dell'udienza preliminare. È questo il nodo che rischia di rendere più difficile l'ingresso della Regione nel processo. L'udienza preliminare era iniziata il 2 dicembre scorso davanti al Gup Walter Turturici e l'avviso relativo alla sua fissazione, secondo quanto riferito dall'Agi, era stato regolarmente notificato alla Presidenza della Regione. La questione riguarda ora la possibilità per l'amministrazione regionale di recuperare il termine per chiedere la costituzione di parte civile. La normativa, infatti, non prevede che alla persona offesa che non si sia costituita durante l'udienza preliminare debba essere notificata anche la data del successivo dibattimento attraverso il decreto che dispone il giudizio. In sostanza, chi non si costituisce parte civile in udienza preliminare non avrebbe diritto a ricevere una comunicazione della data del processo. Spetta alla parte interessata informarsi sull'eventuale procedimento che potrebbe riguardarla. L'Avvocatura dello Stato sostiene però una posizione diversa e ritiene che alla Regione sarebbe dovuta essere notificata anche la fissazione del dibattimento. Da qui la richiesta di rimessione in termini presentata alla terza sezione del Tribunale di Palermo. A complicare ulteriormente il quadro c'è il precedente di altri procedimenti giudiziari che coinvolgono esponenti delle istituzioni regionali. Nei processi a carico del presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, della sua ex portavoce e di altre tre persone, infatti, la Regione si è costituita parte civile dopo aver ricevuto la relativa notifica. Il caso Amata arriva così davanti ai giudici con una questione preliminare che riguarda proprio la presenza della Regione nel processo. L'assessore al Turismo è imputata per corruzione e ha scelto di affrontare il procedimento con rito ordinario. Secondo l'accusa, Amata avrebbe ottenuto dall'imprenditrice Marcella Cannariato l'assunzione del nipote Tommaso Paolucci e il pagamento del soggiorno in una struttura ricettiva, in cambio di un contributo regionale di 30 mila euro destinato a un'iniziativa della Fondazione Marisa Bellisario. Cannariato è stata condannata a due anni e sei mesi con rito abbreviato. La prima udienza dibattimentale si è tenuta oggi, 7 settembre, davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo ed è durata pochi minuti. Il processo è stato rinviato al 12 ottobre per gli adempimenti successivi.

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