La scomparsa di Sneha Anne Philip: sparì la notte prima dell'11 settembre

La scomparsa di Sneha Anne Philip: sparì la notte prima dell'11 settembre
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Category: Politics
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Sneha Anne Philip scomparve a Manhattan il 10 settembre 2001. Nel 2008 un tribunale stabilì che morì nell'attacco al World Trade Center, ma nessuna prova diretta ha mai chiarito cosa le accadde. La sera del 10 settembre 2001, la dottoressa Sneha Anne Philip, 31 anni, uscì dal suo appartamento di Battery Park City, a pochi isolati dal World Trade Center. Non tornò mai più e nessuno riuscì a stabilire dove avesse trascorso quella notte. Sette anni dopo, una corte di New York dichiarò legalmente che Sneha era morta durante gli attentati dell'11 settembre, ma il suo caso conserva ancora un elemento fondamentale di mistero: non esiste alcuna prova diretta che dimostri che si trovasse alle Torri Gemelle. Torri Gemelle Sneha Anne Philip: l'ultima immagine al Century 21 Le telecamere del palazzo registrarono Sneha mentre usciva intorno alle 17:00 del 10 settembre. Più tardi utilizzò la carta di credito per fare acquisti al Century 21, grande magazzino situato proprio di fronte al World Trade Center. Le immagini di sorveglianza del negozio costituiscono l'ultima presenza sicuramente documentata della donna. Le indagini non riuscirono a stabilire dove fosse andata dopo lo shopping. Sneha non rientrò apparentemente nell'appartamento durante la notte. I pacchi comprati al Century 21 non furono mai trovati in casa. Lasciò inoltre nell'abitazione passaporto e documenti d'identità, e dopo la sua scomparsa non risultò alcuna attività sulle sue carte o sui suoi conti. La madre, con cui aveva contatti quasi quotidiani, non ricevette più alcuna comunicazione. Per gli investigatori non emersero prove concrete di una fuga volontaria. Esiste però un elemento particolarmente enigmatico. Alle 8:43 dell'11 settembre, pochi minuti prima dell'impatto del primo aereo contro la Torre Nord, una telecamera del palazzo riprese una donna che usciva dall'edificio. Le immagini erano troppo scadenti perché il marito Ronald Lieberman potesse riconoscerla, ma il detective Richard Stark ritenne che potesse essere Sneha per corporatura, capelli, abbigliamento e movenze. L'identificazione non è mai stata certa. Morì davvero cercando di soccorrere le vittime? Sneha era un medico e la famiglia avanzò una spiegazione: trovandosi nei dintorni quando iniziarono gli attentati, potrebbe essersi diretta spontaneamente verso il World Trade Center per aiutare i feriti. Un detective testimoniò che i primi soccorritori stavano effettivamente chiedendo l'assistenza dei professionisti sanitari presenti nella zona. Inoltre Sneha aveva detto alla madre, pochi giorni prima, di voler visitare Windows on the World, il ristorante in cima alla Torre Nord. Nessun testimone, però, dichiarò di averla vista prestare soccorso. Inizialmente il tribunale ritenne insufficienti le prove per collegarla all'attentato e applicò la normale presunzione di morte dopo tre anni di assenza, fissandone la morte al 10 settembre 2004. Il marito fece ricorso. Il 31 gennaio 2008, l'Appellate Division dello Stato di New York ribaltò quella decisione e stabilì che le circostanze rendevano sufficientemente probabile che Sneha fosse morta al World Trade Center l'11 settembre 2001. Uno dei giudici dissentì, sottolineando proprio la mancanza di una prova che la collocasse sul luogo dell'attacco. Oggi Sneha Anne Philip figura ufficialmente tra le vittime dell'11 settembre e il suo nome è inciso sul Memoriale, nel pannello S-66. Ma la dichiarazione giudiziaria non ha risolto il mistero storico: non sono mai stati trovati resti identificati come suoi e non sappiamo dove trascorse la notte del 10 settembre. È quindi possibile affermare che legalmente morì nell'attentato; fattualmente, le sue ultime ore rimangono sconosciute.

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