Nuovi dettagli sul caso Domenico Caliendo: emerse tre versioni differenti del verbale operatorio

Nuovi dettagli sul caso Domenico Caliendo: emerse tre versioni differenti del verbale operatorio
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Category: Politics
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Nuovi dettagli emergono dall'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, morto lo scorso febbraio al Monaldi di Napoli, dopo il trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025. Al centro delle nuove verifiche ci sono alcuni messaggi WhatsApp scambiati tra i chirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. Dalle conversazioni sarebbe emersa una ricostruzione degli orari dell'intervento diversa da quella riportata nel documento finale. In particolare, gli investigatori stanno cercando di chiarire cosa sia accaduto nei minuti in cui il cuore destinato a Domenico è arrivato da Bolzano e quando è stata aperta la box che lo trasportava. Un aspetto importante dell'indagine riguarda anche il momento in cui è iniziato l'espianto del cuore del bambino. La Procura, analizzando i telefoni dei due medici, avrebbe trovato tre versioni del verbale operatorio, ma soltanto l'ultima risulterebbe firmata. Ora agli atti del Riesame di Napoli si trova il materiale, inoltre bisognerà decidere sulla sospensione dei due chirurghi: un anno per Oppido e sette mesi per Bergonzoni. Le differenze nei verbali Secondo il pm Giuseppe Tittaferrante e l'aggiunto Antonio Ricci, le differenze tra le varie versioni riguarderebbero soprattutto il modo in cui sono stati raccontati gli eventi e la loro successione nel tempo. Più nello specifico: 'Le prime due bozze del referto operatorio, scambiate a mezzo applicativo What's app tra la Bergonzoni e la Addonizio il 24 e il 25/12/25 contengono, rispetto alla versione definitiva, una diversa descrizione cronologica dei punti nodali dell'atto operatorio e non menzionano, in alcun modo, la prospettata contestualità tra attività dell'equipe di espianto di apertura del box contenente il cuore proveniente da Bolzano e l'inizio della cardiectomia ( aspetto temporale, come noto, rappresentato nell'atto definitivo)'. I due medici sono difesi dagli avvocati Maiello, Manes e Sorge, che hanno sempre sostenuto che i loro assistiti abbiano agito correttamente. Le accuse della famiglia Caliendo A contestare il contenuto del verbale è invece l'avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia Caliendo. Il legale mette in evidenza soprattutto le modifiche che sarebbero state fatte nel passaggio dalle prime stesure al documento finale. 'Apprendiamo che dall'estrazione delle chat dai cellulari degli indagati esisterebbero tre versioni del verbale operatorio del trapianto eseguito al Monaldi il 23 dicembre 2025. Una sola è firmata: l'ultima. Nelle prime due si legge che l'organo, estratto dal sistema di trasporto, appare congelato. Fra parentesi, due parole: failure del trasporto. Nessuna spiegazione, nessun responsabile. Nella versione definitiva la parentesi sparisce e compare un colpevole, il ghiaccio fornito dall'ospedale del prelievo era ghiaccio secco. Compare un dato che prima non c'era, venti minuti per estrarre il cuore. E compare una frase che in un verbale operatorio non ha ragione di stare: si decide comunque di provare a impiantare l'organo essendo l'unica scelta possibile'. Secondo la famiglia Caliendo, quindi, il punto non sarebbe solo nelle informazioni aggiunte, ma soprattutto nel modo in cui sarebbe stata ricostruita la sequenza dei fatti. Nelle prime stesure, infatti, l'apertura della box e l'inizio dell'espianto sembrerebbero essere descritti come due momenti distinti. Nel documento finale, invece, i due eventi vengono collegati e indicati come contemporanei. La questione degli orari L'avvocato Petruzzi spiega ancora: 'La modifica decisiva, però, sta in tre parole. Dove le prime stesure descrivevano operazioni una dopo l'altra, l'ultima dice che il contenitore viene aperto 'nel mentre' si inizia la cardiectomia. Ciò che era consequenziale diventa simultaneo, e venti minuti spariscono dentro un tempo già occupato. È esattamente il punto su cui questa difesa insiste da sempre: la cronologia proposta non regge il confronto con la scheda anestesiologica e con l'orario di clampaggio aortico'. Il legale inoltre aggiunge che 'Il resto del verbale non cambia. Cambia solo il racconto dei minuti in cui il cuore è arrivato in sala. E cambia sempre nella stessa direzione. Quella del falso e dello scaricabarile di responsabilità' Saranno ora i giudici del Riesame a valutare le diverse versioni del verbale e gli altri elementi raccolti nell'inchiesta, oltre decidere se mantenere o revocare la sospensione dei due chirurghi. Lucia Pia Mandara

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