Bruxelles – Favorire una maggiore cooperazione tra tribunali e pubblici ministeri nella lotta contro la criminalità organizzata. È questo l'obiettivo della proposta presentata oggi (7 settembre) dalla Commissione europea. L'esecutivo intende fornire una risposta migliore a crimini come il traffico di droga, la criminalità informatica e il riciclaggio di denaro, attraverso ulteriori partenariati tra Eurojust – l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale – e otto Paesi terzi.
Se conclusi, gli accordi darebbero vita a partenariati con la Bolivia, il Canada, il Cile, la Costa Rica, l'Ecuador, Panama, il Perù e gli Emirati Arabi Uniti. Ciò permetterebbe a Eurojust e i potenziali partner di condividere informazioni operative, di sostenere indagini congiunte con gli Stati membri dell'UE e di afforzare la cooperazione quotidiana tra le rispettive autorità giudiziarie.
Attualmente, Eurojust ha accordi con 16 Stati tra cui l'Armenia, l'Albania, la Bosnia Erzegovina, la Georgia, l'Islanda, il Libano, il Liechtenstein, la Moldavia, Montenegro, la Macedonia del Nord, la Norvegia, la Serbia, la Svizzera, l'Ucraina, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Palazzo Berlaymont ha anche ricevuto dal Consiglio il mandato per negoziare accordi di cooperazione con altri 10 Paesi terzi: l'Algeria, l'Argentina, il Brasile, la Colombia, l'Egitto, Israele, la Giordania, il Marocco, la Tunisia e la Turchia.
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