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CONSIGLIO PAT * «SUICIDIO ASSISTITO, LA QUARTA COMMISSIONE CONFRONTA LEGGE NAZIONALE E CURE PALLIATIVE»

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17.40 - lunedì 7 settembre 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all'Agenzia Opinione) – /// Suicidio assistito, tra legge nazionale e limiti delle cure In Quarta Commissione il confronto con Pegoraro, la Diocesi e l'Osservatorio per un diritto gentile Legge nazionale o procedura provinciale? E fino a dove possono arrivare le cure palliative? Sono stati i temi delle consultazioni sul ddl popolare n. 67 in Quarta Commissione, presieduta da Maria Bosin (Patt). Monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la vita, ha auspicato un intervento del Parlamento. Sul piano provinciale ha chiesto tempi non rigidi, cure palliative e sostegno psicologico disponibili e un ruolo chiaro per il comitato etico. 'Dobbiamo aiutare a morire bene', ha affermato, giudicando però il suicidio assistito un arretramento rispetto alle possibilità della medicina. Sull'opportunità di una legge nazionale è intervenuta Eleonora Angeli (Misto), che ha ribadito posizione espressa anche nella scorsa seduta. Carlo Segatta, coordinatore dell'équipe diocesana per la pastorale della salute, ha avvertito che una legge non disciplina soltanto una procedura, ma incide sulla cultura della società. Un'autodeterminazione assoluta rischierebbe di isolare il malato e indebolire l'impegno collettivo nella cura. Di diverso segno l'intervento dell'Osservatorio per un diritto gentile. Lucia Busatta ha spiegato che Regioni e Province autonome possono regolare le procedure e che il testo trentino è nel complesso legittimo, pur richiedendo correzioni. L'Osservatorio ha proposto di eliminare i termini rigidi, rafforzare la commissione multidisciplinare e affidare il parere al comitato etico per la pratica clinica, permettendo a entrambi di incontrare il paziente. Eleonora Angeli (Misto) ha posto il problema della frammentazione territoriale, mentre Fabio Valcanover ha ribadito che una legge provinciale, pur emendabile, è preferibile al vuoto normativo. Il confronto si è quindi spostato sulla pratica clinica. Francesco Valduga (Campobase) e Paolo Zanella (Pd) hanno chiesto di non presentare le cure palliative come una risposta capace di eliminare ogni sofferenza. Loreta Rocchetti, medico palliativista, ha risposto che una richiesta di morte deve 'far tremare i polsi': le cure possono modificare molte decisioni, ma non sono onnipotenti. Ha raccontato il caso di un paziente che ha cambiato idea dopo essere stato rassicurato sul controllo del dolore e quello di una giovane che, pur ben assistita in hospice, continuava a giudicare insopportabile la propria condizione. Ogni domanda, ha concluso, va ascoltata nella sua specificità. Le consultazioni proseguiranno il 14 settembre. Categoria news: OPINIONEWS TN-AA
CONSIGLIO PAT * «SUICIDIO ASSISTITO, LA QUARTA COMMISSIONE CONFRONTA LEGGE NAZIONALE E CURE PALLIATIVE»
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