Algoritmo e piattaforme social. Ne parlano un padre e una figlia.
«Scusa, babbo. Ma cosa diavolo è questo algoritmo? C'entra con le alghe o con il ritmo?».
«Con nessuno dei due. Deriva dal nome di un matematico persiano, tale al-Khwarizmi, vissuto tanti secoli fa».
«E cosa significa?».
«Te la faccio facile. Un algoritmo è una sequenza di indicazioni da seguire per risolvere un problema. Esempio: vuoi fare un tiramisù? L'algoritmo del tiramisù è la ricetta per prepararlo».
«Ma allora è una cosa buona. Perché ne parlano tutti male?».
«Perché può diventare pericoloso. Specie sulle piattaforme social».
«Pericoloso come?».
«Mettiamo che t'imbatti sul cellulare in una rissa di strada. L'algoritmo della piattaforma vede che indugi su quelle scene, deduce che ti piacciano e produce una serie di filmati del genere. In pochi minuti, ti ritrovi sommersa da un'ondata di violenza. Oppure stai leggendo la teoria di un tipo che ritiene la Terra piatta e ti arrivano altri dieci articoli simili. Alla fine, ti viene il dubbio: ma la Terra è davvero tonda?».
«Babbo, non sono così scema…».
«Esagero per farti capire, Cloe. I bambini non hanno sempre la capacità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, né di interrompere il bombardamento dell'algoritmo che prova a farti credere e desiderare ciò che vuole. Non hanno ancora un solido pensiero critico. Per questo devono essere protetti dalle leggi. Certi social sono come le sirene di Ulisse, serve la cera nelle orecchie».
«Gli adulti invece sono al sicuro?».
«No. Ci cascano anche loro. Pensa che l'algoritmo fa danni anche nel calcio…».
«In che senso?».
«Il dirigente di una squadra dice: 'Mi serve un centrocampista che corra tanto e recuperi tanti palloni'. Crea l'algoritmo di ricerca e viene fuori che un centro campista scozzese ha corso e recuperato palloni più di tutti. 'Ok, lo compro'. Ma il vecchio allenatore lo blocca: 'Prima voglio vederlo con i miei occhi'».
«Perché?».«Perché l'allenatore vuole capire se quei palloni li recupera contro le grandi squadre o solo con le piccole, se le corse le fa anche per un compagno in difficoltà o solo per se stesso. Cioè, se è coraggioso e generoso e se alla sera va a dormire presto o fa l'alba in discoteca. Queste cose l'algoritmo non le te dice.
La saggezza dell'allenatore vale per tutti. Capisci, Cloe?».
«Credo di sì. Puoi accendere l'algoritmo, ma non devi mai spegnere il cervello».
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