17.05 - lunedì 7 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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Marianna Ricciardi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali alla Camera, ha sollevato un caso sospetto relativo a un bando per una borsa di specializzazione in chirurgia plastica, presentando un'interrogazione alla ministra dell'Università Anna Maria Bernini.
Secondo quanto denunciato dalla deputata pentastellata, una società che si occupa di affitto di immobili avrebbe deciso di investire oltre 100mila euro per finanziare la formazione di un chirurgo plastico. Sebbene in Italia sia consentito a chiunque di donare fondi per cause nobili come la ricerca o la sanità pubblica, in questo caso specifico emergerebbero elementi quantomeno discutibili.
La società in questione avrebbe infatti inserito nel bando una serie di requisiti molto particolari e restrittivi: il candidato deve essere nato in Italia ma risiedere all'estero, avere meno di 35 anni e vantare già alle spalle oltre 200 interventi chirurgici, un'esperienza che risulta estremamente difficile da acquisire prima del completamento della specializzazione.
Ancora più singolare appare la richiesta relativa alle competenze linguistiche: per l'inglese, considerata la lingua universale della ricerca scientifica, è sufficiente il livello B2, mentre per un'altra lingua non specificata viene richiesto addirittura il livello C1.
La deputata Ricciardi si interroga sulle reali motivazioni che spingerebbero una società di gestione immobiliare a investire una cifra così consistente per formare un chirurgo plastico. L'insieme dei requisiti così specifici e restrittivi farebbe pensare che il bando sia stato redatto pensando a una persona specifica, con l'obiettivo di permettere solo a quella determinata persona di partecipare e vincere.
Ricciardi ha definito questo caso come il tentativo più spudorato mai visto di sfruttare il meccanismo delle borse di specializzazione finanziate da enti privati, sottolineando che se questa persona dovesse vincere il bando si tratterebbe di una vera e propria resa della meritocrazia.
Attraverso l'interrogazione parlamentare, la capogruppo M5S chiede alla ministra Bernini di chiarire se ritenga giusto questo tipo di situazione, se siano rispettati i criteri di imparzialità e trasparenza previsti dalla Costituzione e, soprattutto, se sia accettabile che nell'Italia di oggi possano esistere bandi costruiti su misura per favorire candidati specifici.
Categoria news: OPINIONMIX
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