San Marino è davvero pronta ad 'agire per la gloria di Dio'?
Da L'informazione di San Marino (di don Luca Bernardi*) – Dopo quasi due settimane dalla visita papale, la nostra Repubblica, vivendo l'annuale ricorrenza del Santo patrono, ha ricevuto la visita del Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza italiana dei vescovi (e anche di San Marino) nonché Arcivescovo di Bologna. Si può ben dire che la nostra Repubblica è stata onorata davvero tanto negli ultimi tempi se ha ricevuto il Capo della Chiesa Cattolica e il capo della Chiesa italiana in così poco tempo.
La presenza del Cardinale segnala a tutti quanti coloro che lo desiderano la nostra unità con la vicina Italia, gli stretti legami che la fede ancora promuove tra i nostri Paesi. Già questo dato non dovrebbe essere messo da parte.
Ora, Sua Eminenza, con il suo modo piuttosto colloquiale, ha sicuramente dato una prospettiva nuova per la nostra festività: ha concentrato la sua omelia su temi comprensibili e senza dubbio condivisibili da tanti nel nostro panorama civile e sociale. Vorrei però soffermarmi su qualche aspetto sottolineato dal Cardinale: verso la fine della predica, il presule ha voluto richiamare un termine piuttosto desueto ma ancora oggi significativo: agire per la gloria di Dio. Questo lo ha ricordato in relazione al lavoro svolto dal nostro Patrono. Quanto di quello che facciamo potrebbe glorificare Dio, quindi farlo conoscere, annunciarlo a questo mondo? Dopotutto una delle domande più urgenti che anima l'uomo è: per cosa vivo e faccio quel che devo? A che pro? Ecco come inserire il riferimento cardinalizio nello spazio della nostra Repubblica e del vivere tutti i giorni. Quanto valore hanno le nostre azioni se possono addirittura essere a gloria di Dio? Quanto il nostro tempo invece a volte lo ridimensioniamo, il tempo sprecato oggi è tanto, forse perché abbiamo smarrito esattamente il fine che il Cardinale ha voluto così simbolicamente richiamare.
Dopodiché non poteva non ricordare la visita papale e i richiami effettuati in quella occasione sulla libertà, caratteristica e motto del nostro Stato. Libertà dai nemici, da chi vuole violare la nostra identità; Mons. Zuppi ha ricordato anche la guerra, dalla quale tanti vorrebbero essere liberati. Libertà nel sentirsi uniti, riconoscendo che neanche il Padre celeste viola la nostra libertà.
E' consequenziale che si debba riprendere in mano quello che Papa Leone disse al Palazzo Pubblico: a partire dalla vera dignità dell'uomo troviamo il fondamento della libertà. Se il cardinale ha voluto concentrarsi sul valore comunitario che questa libertà esige, il Santo Padre invece aveva voluto ripartire dal fondamento filosofico e umano di questa capacità umana. Dopotutto i due presuli hanno avuto due compiti diversi.
Don Luca Bernardi, parroco di Faetano
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