Bene, nessuna polemica era emersa in queste settimane.
Massimo Paradisi, segretario Pd Federazione di Modena, Patrizia Belloi, portavoce Conferenza Donne Democratiche di Modena, Giorgia Baroli e Giorgio Bolognesi, portavoci Avs, Massimo Bonora, coordinatore provinciale Movimento 5 Stelle, Stefania Cargioli, segretaria provinciale Azione, Graziella Giovannini, segretaria provinciale PSI, Rosario Maragò, coordinatore provinciale Emilia Romagna Civica/ Progetto Civico Italia, Franco Maria Tonelli, presidente provinciale Italia Viva, Aurora Ferrari, segreteria provinciale CGIL, Rosamaria Papaleo, segretaria provinciale CISL, Roberto Rinaldi, segretario provinciale UIL, hanno preso carta e penna per 'mobilitarsi insieme per dire no al negazionismo della violenza sulle donne'.
Ora, come si possa desumere dal semplice titolo di una locandina che gli organizzatori 'neghino la violenza sulle donne' è un mistero. Affermare che 'la violenza non ha genere' può apparire provocatorio, ma è un dato di fatto, a meno che non si voglia negare l'esistenza delle carceri femminili, a meno che non si vogliano cancellare gli ultimi due delitti avvenuti a Modena per mano - stando alle indagini in atto - di due donne, quello di via Tignale del Garda con vittima Rolando D'Ulizia e quello di Montese con vittima Daouda Sangaré. Questo ovviamente non significa che il numero di donne uccise da uomini sia statisticamente nettamente superiore a quello di uomini uccisi da donne.
Giuseppe Leonelli
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