L'indice PMI globale è salito ad agosto a 53,5, coerente con una crescita ben oltre il potenziale, ma all'espansione dei servizi fa riscontro un ciclo manifatturiero in leggero affaticamento.
Negli Stati Uniti, il report sul mercato del lavoro disinnesca i timori di un calo nei consumi, con l'aumento dei payroll superiore alle attese ed un tasso di disoccupazione stabile su livelli di pieno impiego. Sul fronte del delicato equilibrio nel tasso d'interesse neutrale, la tenuta dell'occupazione continua ad essere accompagnata da dinamiche di retribuzioni e costo del lavoro compatibili con un target di inflazione core al 2%. Con i tassi Fed vicini quindi al territorio neutrale e la recente cautela espressa dall'esperto governatore Waller, la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è tornata a oscillare attorno al 50%. L'onere del verdetto si trasferisce interamente sul dato CPI in uscita questa settimana, un dato contenuto consentirà alla Fed di optare per una pausa.
Sui tassi a lungo termine aumenta la pressione sui flussi d'investimento legata ad un fattore inedito: gli hyperscaler passano da una struttura di finanziamento tramite flussi di cassa ad una massiccia campagna di emissioni obbligazionarie. La crescente offerta di bond societari entra quindi in rotta di collisione con il debito sovrano, spingendo al rialzo i premi per il rischio sulla parte lunga delle curve mentre un ulteriore segnale di resilienza dei mercati è rappresentato dalla stabilità degli spread di credito.
In Europa emergono le prime incertezze di vulnerabilità fiscale, con le elezioni regionali tedesche che portano in primo piano le tornate nazionali del prossimo anno in Francia, Italia e Spagna. Il rialzo di 25 punti base dalla BCE è ormai scontato per questa settimana, mentre sembra ancora prematuro interpretare i rincari energetici come un rischio di disancoraggio delle aspettative d'inflazione tale da giustificare ad un altro rialzo dei tassi a dicembre; la conferenza stampa della Lagarde difficilmente darà indizi concreti.
Sul fronte del posizionamento di mercato, la liquidità globale sconta l'instabilità del carry trade sullo Yen. La revisione delle aspettative sulla BoJ ed il rimpatrio dei flussi, produce un impatto asimmetrico sul dollaro e rimane una fonte di incertezza sul regime di volatilità e di correlazioni. In questo contesto, l'oro si può confermare come asset importante nel monetizzare il rischio di 'de-basement' monetario.
Le tensioni geopolitiche continuano a sostenere il prezzo del petrolio, che si posiziona sulla parte alta del range piuttosto che trovare ulteriori importanti spinte al rialzo.
L'avvicinarsi delle elezioni di midterm negli Stati Uniti inizierà a contribuire a fasi di maggiore volatilità, che dovrebbero tuttavia risultare in movimenti superficiali. Le attese del mercato sono per un Congresso diviso, in cui il partito Democratico conquista la Camera ed i Repubblicani mantengono controllo del Senato.
Nel quadro di asset allocation, la visione fondamentale di medio periodo rimane costruttiva sull'azionario . Nelle ultime settimane il mercato azionario sembra aver ridotto la convinzione nel posizionamento a più alto beta e la leva finanziaria si è ridotta. Sul mercato obbligazionario, gli investitori stanno mettendo alla prova la cosiddetta opzione put del segretario al tesoro Bessent sui tassi dei treasury.
In chiave tattica, il contesto attuale si addice ancora a fattori di mercato più difensivi come il fattore quality; ma in attesa di maggiore visibilità sulle prossime mosse di Fed e BoJ, la probabilità di una ripresa di momentum per i principali indici e per i segmenti a più alto beta aumenta.
Questa settimana attenzione all'aggiornamento sull'inflazione CPI negli Stati Uniti e la decisione della BCE.
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