Vabbene tutto. Siamo solo alla terza giornata di campionato e c'è ancora una stagione intera da giocare. Ma perdere in questo modo contro l'Inter è un peccato. Di quelli imperdonabili. Ha giocato la sua migliore partita il Napoli di questo torneo al Meazza ma il risultato finale ha rovinato una serata che poteva finalmente permettere ad Allegri di vantarsi di un gruppo capace di reagire bene dopo il ko con il Como.
Anche un pareggio non sarebbe stato male in casa dei campioni d'Italia. Dopo l'uno due di Politano e Hojlund si pensava addirittura ad un successo storico. Ed, invece, gli azzurri si sono fatti riprendere e superare mostrando il fianco ma anche sfiorando addirittura la rete che poteva dare una svolta alla partita. Non si sa come Anguissa non sia riuscito a spingere in rete quel pallone che Lucca gli ha dato a porta vuota.
Va contro la fisica quel movimento di Zambo che ha mandato la sfera a lato. Non succede praticamente mai. Sarebbe stato un colpo pesante per i nerazzurri. Che dall'altra parte, però, sono stati più feroci e hanno incassato i tre punti grazie alla zampata di Lautaro Martinez a tempo scaduto.
Una batosta non da poco per il Napoli. E per un allenatore che è finito sotto accusa per i cambi. Sì perché non ne ha funzionato uno. De Bruyne si è svegliato solo nel finale. Neres ha calciato alto da buona posizione. E Badiashile, preferito a Beukema, si è fatto superare nel gioco aereo da Thuram che da una posizione scomoda ha firmato il 2-2.
Un suicidio assurdo che ha aperto il processo a questo tecnico che in altri tempi non avrebbe mai perso dopo aver segnato due gol. Di sicuro, però, la differenza di valori si vede. Chivu ha mandato in campo l'artiglieria pesante con Thuram e Bonny e poi ha voluto la qualità di Calhanoglu e Carlos Augusto.
Non ce ne vogliano in casa azzurra, ma non c'è partita. E dire che il turco è stato risparmiato da Chivu per gran parte della gara. La verità è che il piatto piange. E non si può pretendere di tenere il passo dei campioni d'Italia con una panchina che non fa la differenza. Puoi cambiare la partita con il Genoa ma non certo con il Como e l'Inter. Ed ecco che è arrivato la seconda sconfitta consecutiva.
Un harakiri che nessuno si aspettava da Massimiliano da Livorno. Che vivrà i giorni di vigilia del debutto in Champions con l'Arsenal con il fucile puntato addosso. E considerato che mercoledì in Europa arrivano a Maradona i campioni della Premier c'è la possibilità che possa esserci il terzo ko di seguito. Che aprirebbe una crisi certa in riva al Golfo. Sicuramente la sfida con l'Inter è stata all'altezza della situazione.
Non ha sfigurato il Napoli. Ma ha perso. E poco importa la prestazione. Anche se poi qualcosa va detto anche sulla partita. Nei primi venti minuti si è subito tantissimo. Poi si è usciti bene. Inizio ripresa strepitoso con due gol uno dietro l'altro.
Poi di nuovo tutti dietro dando la possibilità all'Inter di sfruttare le sue qualità. Ed ecco che sono arrivati gli errori difensivi. Una maledizione per Allegri. Che proprio non riesce a sistemare il reparto. Intanto sono cinque gol in due gare. E la Champions, come detto, non promette nulla di buono.
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