16.25 - lunedì 7 settembre 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all'AgenziaOpinione) –
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A Cernobbio Giorgetti ha indicato il 22 settembre come spartiacque: basterà un millesimale sopra o sotto il 3% per stabilire se l'Italia resterà o meno nella procedura europea per deficit eccessivo. Eppure, sulla base dei dati certificati ad aprile, per scendere sotto il 3% sarebbero serviti 'solo' 1,64 miliardi. Perché non è stato costruito quel margine?
È legittimo sospettare che la procedura sia diventata un comodo vincolo per tenere chiusi i cordoni della borsa nell'ultima manovra prima delle elezioni? Ma il paradosso più grande è un altro: Giorgetti rivendica il suo 'sovranismo pragmatico', mentre Salvini reclama 20 miliardi di maggiore deficit nella prossima manovra.
Sono circa 0,84 punti di Pil e, a condizioni invariate, porterebbero il deficit dal 2,8% al 3,6%. Altro che un millesimale. Sarà interessante vedere nei prossimi mesi come Giorgetti concilierà i due 'sovranismi'. A meno che non sia anche lui fra coloro i quali pensano che, al momento della manovra, sulla poltrona di segretario della Lega siederà già qualcun altro di diverso avviso'.
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