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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, MAZZELLA (M5S): 'CAMPAGNA MINISTERO SU ALCOL SBAGLIA REGISTRO'»

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17.05 - lunedì 7 settembre 2026 Di Luca Franceschi /// La campagna 'Zero alcol in gravidanza' promossa dal Ministero della Salute presenta un messaggio condivisibile ma risulta carente sotto diversi aspetti metodologici e comunicativi. A sostenerlo è il senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella, vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama, che ha espresso diverse perplessità sull'iniziativa governativa. Il primo problema riguarda il veicolo scelto per diffondere il messaggio. Limitare una tematica così importante ai soli canali social del Ministero e dell'Istituto Superiore di Sanità si rivela insufficiente per raggiungere efficacemente il target di riferimento. La vera prevenzione deve essere realizzata attraverso interventi capillari nelle scuole, nei consultori e negli ambulatori medici. È fondamentale dotare i medici di base e i pediatri di fondi e strumenti adeguati, affinché possano svolgere un ruolo attivo e non limitarsi a essere semplici osservatori delle campagne social. Questi professionisti devono essere messi nelle condizioni di intervenire concretamente nella prevenzione. Un altro limite significativo riguarda la tempistica dell'intervento. Mostrare contenuti informativi a pazienti già in stato di gravidanza risulta tardivo. L'azione preventiva deve concentrarsi a monte, rivolgendosi alle donne prima del concepimento e al di fuori del contesto della gravidanza. I dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità delineano un quadro preoccupante. Nel 2024 il fenomeno del binge drinking femminile ha raggiunto il livello più alto mai registrato, toccando quota 12,1% tra le ragazze di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Nell'arco di dieci anni, le donne che assumono alcol con l'obiettivo di ubriacarsi sono aumentate dell'84%, a fronte di un incremento del 24% tra gli uomini. Questa crescita si concentra particolarmente tra le donne in età fertile, che saranno le madri di domani. Il secondo aspetto critico riguarda il registro comunicativo adottato dalla campagna, definito dallo stesso Ministero come 'caldo e ironico'. È giusto evitare un approccio colpevolizzante verso le donne, poiché atteggiamenti giudicanti risultano controproducenti e rischiano di allontanare proprio chi necessita di supporto. Tuttavia, non colpevolizzare e ironizzare sono due approcci profondamente diversi. L'utilizzo dell'ironia su una patologia irreversibile come la sindrome feto-alcolica, caratterizzata da danni neurologici permanenti, anomalie cranio-facciali e disabilità comportamentali nei bambini, rischia di ridurre la percezione di gravità che una campagna di astinenza totale deve invece mantenere elevata. È possibile e doveroso essere vicini ed empatici alle donne, mantenendo al contempo un tono serio e autorevole. Per questi motivi, si rende necessario un cambio di passo concreto da parte del Ministero della Salute. Occorre portare la campagna all'interno delle scuole e delle strutture sanitarie territoriali, coinvolgendo attivamente i medici, i ginecologi e le ostetriche nel processo di prevenzione. È indispensabile varare un piano strutturale che intervenga a monte del problema, contrastando l'abuso di alcol tra i giovani. La comunicazione deve adottare un tono serio, rigoroso e realmente vicino alle esigenze delle famiglie, garantendo efficacia e autorevolezza al messaggio preventivo. Categoria news: OPINIONMIX
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