DI

Direttore

Volterra, storia e bellezza tra i colli toscani

Image
Nonostante le sue modeste dimensioni, si tratta di un luogo dal patrimonio ricco ed eterogeneo, accumulato in numerosi secoli. Il paesaggio della Toscana è celebre per le proprie città d'arte così come per numerosi borghi che conservano intatto il fascino del passato. Situata tra le colline della provincia di Pisa, Volterra si inserisce proprio in questa ultima categoria di piccole città di grandi tradizioni poiché essa conserva testimonianze delle proprie radici etrusche, romane e medievali, offrendo al visitatore un patrimonio storico e artistico di grande interesse. Proprio il passaggio di testimone tra le diverse epoche è già visibile in ciò che resta delle antiche mura che circondano il centro storico, iniziate dagli etruschi nel VI secolo a.C. – quando divenne una delle loro dodici più potenti città – e proseguite fino all'Età di mezzo, periodo che ha forse fornito i suoi migliori tesori architettonici a partire dalla maestosa Piazza dei Priori. Quest'ultima infatti, nacque nel 1208, in concomitanza con la costruzione dell'imponente ed omonimo Palazzo dei Priori – forse il più antico palazzo comunale del territorio toscano – che si distingue per la facciata in pietra e le tre file di bifore gotiche, due a sesto acuto e una trilobata. La sua svettante torre è stata ricostruita nel XIX secolo in seguito ad un terremoto. Splendida, all'interno del palazzo, è la Sala del Consiglio con i suoi affreschi. Va infine detto che la piazza è completata dal Palazzo Pretorio – affiancato dalla Torre del Porcellino – e dal Palazzo Vescovile. Rimanendo in ambito sacro merita di essere visitato il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta. Costruito nel XII secolo in stile romanico, come dimostra il rivestimento in marmi bianchi e verdi, esso subì consistenti rimaneggiamenti nel periodo rinascimentale, con le ricche decorazioni del soffitto dorato e gli affreschi delle cappelle laterali. Tra gli artisti che hanno lavorato si possono annoverare il pittore Benozzo Gozzoli e scultori come Andrea della Robbia e Mino da Fiesole. Dalla parte opposta vi è situato il piccolo Battistero a base ottagonale, con facciata anch'essa rivestita di marmi policromi. Bello al suo interno il fonte battesimale – anch'esso a base ottagonale – realizzato da Matteo Sansovino nel 1502. Diversi sono i musei all'interno del borgo, simbolo delle sue diverse tradizioni. Fondamentale è naturalmente il Museo Etrusco Guarnacci, dal nome dell'Abate che donò nel 1761 alla città la propria ricca collezione di opere d'arte e libri. Tra le più rinomate sculture di questa serie vi erano l'Urna degli Sposi – coperchio di un'urna cineraria raffigurante due anziani coniugi sdraiati sul letto del convivio – e l'altrettanto celebre Ombra della Notte, statuetta in bronzo basata su una figura maschile nuda e allungata. Non da meno è la stele di Avilae Vite, raffigurante un guerriero armato di lancia e spada – appartenente ad un monumento funerario – ed un ampia oggettistica proveniente da corredi funerari. All'interno del rinascimentale Palazzo Minucci Solaini, oltre alla Pinacoteca del Museo Civico – con al proprio interno, tra le altre, la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino e il Cristo in Gloria del Ghirlandaio – vi è l'Ecomuseo dell'Alabastro, dedicato ad una pietra di grande tradizione a Volterra, sin dai tempi delle urne cinerarie dell'antica Etruria, diffusasi negli ultimi secolo anche in ambito profano, come dimostra la presenza di prodotti di artigianato nei vari negozi della cittadina. Altri luoghi dedicati ad esposizioni sono il cinquecentesco Palazzo Viti – che ospita all'interno un'ampia collezione di mobili antichi italiani ad oggettistica proveniente da Oriente – è il Museo Diocesano di Arte Sacra, vicino alla Chiesa di Sant'Agostino, con oltre novecento opere a tema religioso come la Madonna in Trono tra i Santi Giovanni Battista e Bartolomeo di Rosso Fiorentino, e la Madonna delle Grazie di Nero di Bicci. Visibile persino da chilometri di distanza è la Fortezza Medicea, imponente complesso difensivo costruito nel 1474 in seguito alla conquista di Volterra da parte di Firenze. Attualmente adibita a carcere di media sicurezza, la fortificazione è suddivisa in due edifici: la preesistente Vecchia Rocca e la Fortezza Nuova, voluta dallo stesso Lorenzo il Magnifico. Nell'area circostante vi è l'area dell'Acropoli etrusca, nei quali accanto a numerose rovine sono ancora riconoscibili due templi, uno del II secolo a.C., e l'altro del III secolo d.C, entrambi costruiti durante la dominazione romana. Da non perdere sono inoltre i resti del teatro romano. Situato nell'area archeologica, conserva ancora le scalinate a semicerchio sulle quali si sedeva il pubblico oltre a parte dell'imponente scena. Vicino vi sono i resti delle terme – utilizzate poi nel Medioevo come discarica – come i suoi mosaici. In ambito gastronomico Volterra eccelle, come tutta la Toscana, per salumi, come la cinta, e formaggi come il Pecorino delle Balze Toscane. Tra i secondi più sostanziosi vi è il cinghiale alla volterrana, tagliato in bocconcini rosolati con vino rosso affiancati da olive nere. Infine altrettanto sostanziosa è la zuppa alla volterrana, nella quale ai fagioli, cavoli, carote e patate si affiancano cotenna di maiale e rigatino. Anche in cucina Volterra si conferma una meta rinomata sebbene tra le colline toscane sia probabilmente sottovalutata rispetto a località più note come San Gimignano ed altre. Mauro Storace
Volterra, storia e bellezza tra i colli toscani
View on original source
Share
Archive
Like

(0)Comments

 

Related Opinion

A note on cookies

Newshunt uses essential cookies to keep you signed in and to remember your language and country, so the site works the way you expect. With your permission, we'd also like to use analytics cookies to understand how people use Newshunt and improve it over time.

Accepting only affects analytics. To learn more, view our Privacy Policy or Terms & Conditions.