Si è passati dalla legge n°78 del 2010 che prevedeva l'associazionismo obbligatorio delle funzioni fondamentali dei Comuni sino a 5.000 abitanti, ai tentativi di soppressione delle Comunità Montane ed alla folle riforma di depotenziamento delle Province. Cioè si è puntato con milioni di investimento a sostegno alle Unioni di Comuni ed alla creazione di una costosa Accademia delle Autonomie Locali, su un tentativo che chiunque avesse fatto almeno il Consigliere Comunale avrebbe sconsigliato perché inattuabile e dispendiosa, come sancì poi la Corte dei Conti.
L'Opinione di Francesco Chiucchiurlotto – dalla Redazione Politica per il Quotidiano l'Italiano
VITERBO – IL PNRR E' FINITO (P.iù N.iente R.isorse R.agazzi )
Nei festeggiamenti baresi per la longevità del suo governo, i 1413 famosi giorni, Giorgia Meloni nel doveroso consuntivo che farà, dovrà pur citare con gratitudine il fondi PNRR che copiosamente ha ricevuto dalla UE, ben 194,4 miliardi di euro.
Anche perché questa campagna elettorale si fa ogni giorno più astiosa e cattiva, tanto che i giornali titolavano ieri sul record, tutti senza mezze misure, chi il successo evidente, chi il fallimento profondo.
Ma il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è terminato e quindi alcune considerazioni extra polemica si possono fare.
Per il 30 giugno 2026 era stato fissato il Termine Cantieri, ed il 31 agosto 2026 la data europea perentoria per raggiungere target (obiettivi) e milestone (traguardi) e quindi la sua CHIUSURA UFFICIALE.
In attesa dei dati UE su come e quanto è stato speso, resta un sistema cosiddetto di 'carotaggio' che alcune associazioni degli EE LL, tra le prime l'UNCEM con il suo Presidente Marco Bussone, ( Unione Comuni ed Enti Montani ) hanno diffuso, basandosi sul contatto con Sindaci, Assessori, Presidenti di Comunità Montane ed Unioni di Comuni.
Ne emergono considerazioni, che pur non avendo il crisma dell'ufficialità di analisi, né i numeri certificati su cui riflettere, hanno il pregio della chiarezza a caldo e gli elementi grezzi su cui impostare un bel veritiero ed originale resoconto.
In primis la frammentazione degli interventi che è scaturita dal coinvolgimento di migliaia di piccoli Comuni, che sono usciti stremati da un ventennio di riformismo sbagliato e velleitario.
Si è passati dalla legge n°78 del 2010 che prevedeva l'associazionismo obbligatorio delle funzioni fondamentali dei Comuni sino a 5.000 abitanti, ai tentativi di soppressione delle Comunità Montane ed alla folle riforma di depotenziamento delle Province.
Cioè si è puntato con milioni di investimento a sostegno alle Unioni di Comuni ed alla creazione di una costosa Accademia delle Autonomie Locali, su un tentativo che chiunque avesse fatto almeno il Consigliere Comunale avrebbe sconsigliato perché inattuabile e dispendiosa, come sancì poi la Corte dei Conti.
Andò a finire che le decennali proroghe dell'associazionismo obbligatorio cessarono per sfinimento.
Di converso, qui l'assurdità di chi ci governava allora, gli unici enti che aggregavano i Comuni, cioè le Comunità Montane come enti di prossimità per servizi ed emergenze, e le Province, come enti di area vasta che potevano anche gestire servizi pubblici come acqua, rifiuti e trasporti, sono stati vilipesi nella loro essenza istituzionale ed impoveriti nella loro capienza di spesa finanziaria, sino all'irrilevanza.
Il PNRR ne ha risentito perché in assenza di aggregazioni istituzionali si è dovuto ricorrere negli enti a consulenze esterne e ciliegina sulla torta l'ineffabile Ministro Renato Brunetta si inventò il bando dei MILLE ESPERTI per gli EE LL a 500 euro al giorno, il cui esito è nel vento come la risposta di Bob Dylan.
In questa congerie di micro progettualità per migliaia di interventi, spiccano alcune categorie tra le quali asili nido, edilizia scolastica, case di comunità.
Con tutto il rispetto mi viene da dire: ma non siamo il Paese primo al mondo, forse abbiamo superato anche il Giappone, per invecchiamento della popolazione?
Non perdiamo ogni anno circa 400.000 cittadini, e la metà circa, di quella più giovane ed erudita, emigra in ogni dove?
Gli asili nido ecc. oltre ad avere una compatibilità esigua con gli attuali bilanci comunali comportando nuovi insegnanti e costi energetici fissi aggiuntivi, con chi li riempiamo se le culle sono vuote?
Forse quando ne avremo la mappatura scopriremo che Comuni contermini hanno un asilo nido ciascuno …
Naturalmente ho colto l'aspetto di cui mi occupo per deformazione professionale, quello dei Piccoli Comuni e degli EE LL, ma il Piano ha molto altro che è stato svolto in modo egregio, e quindi ne beneficeremo tutti.
L'UNCEM conclude con un salomonico 'BENE MA NON BENISSIMO', che mi pare rappresenti una saggia sintesi di un processo di trasformazione europea che va replicato, affinato e potenziato.
Francesco Chiucchiurlotto*
*Francesco Chiucchiurlotto, laureato in Giurisprudenza. È stato Sindaco del Comune di Castiglione in Teverina (Viterbo) – Consigliere Nazionale dell'Associazione Nazionale Comuni d'Italia A.N.C.I.
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