18.45 - sabato 5 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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Le parole pronunciate dal padre di Lorena risuonano attraverso il dolore più profondo e inesprimibile, raggiungendo direttamente il cuore e la coscienza di chi ha responsabilità politiche. Non è possibile lasciar cadere nel vuoto un simile appello. Alla famiglia di Lorena e a tutte le altre famiglie devastate da tragedie di questa natura va espressa la vicinanza più sincera e consapevole.
Tuttavia, la sola solidarietà non rappresenta più una risposta adeguata. La ripetitività degli episodi, le modalità con cui si verificano e la brutalità caratteristica di questi crimini testimoniano che ci troviamo di fronte a un problema di natura strutturale, che coinvolge aspetti fondamentali come l'esercizio del potere, i modelli culturali consolidati, le dinamiche relazionali tra uomini e donne e la qualità complessiva della nostra democrazia.
Per queste ragioni viene raccolto l'appello di Franco Isceri. Come già affermato in precedenti occasioni, emerge la necessità di un patto costituente contro la violenza esercitata dagli uomini sulle donne, un accordo capace di coinvolgere tutte le forze politiche al di là delle differenze ideologiche e delle appartenenze partitiche. Si tratta di un patto che deve riconoscere pienamente la natura sistemica e strutturale di questa forma di violenza e che deve prioritariamente affrontare la prevenzione, l'educazione nelle istituzioni scolastiche, l'indipendenza economica e personale delle donne, il finanziamento continuativo dei centri specializzati nel contrasto alla violenza, la qualificazione professionale degli operatori e l'implementazione di strumenti di protezione veramente efficienti.
Su una questione di tale rilevanza non dovrebbero esistere divisioni tra chi governa e chi è all'opposizione. Dovrebbe esistere invece una comunità nazionale consapevole e unita nelle scelte valoriali fondamentali. L'obiettivo comune deve essere garantire che nessun altro padre sia costretto a pronunciare parole di dolore come quelle espresse da Franco per Lorena e impedire che l'esistenza di una donna continui a essere interrotta dalla volontà di possesso di un uomo.
Così si è espressa Roberta Mori, che ricopre l'incarico di portavoce nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche.
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