Il
tradizionale incontro annuale dei primi di settembre, organizzato a Cernobbio
da The European House-Ambrosetti (TEHA) e noto in sintesi come Forum
Ambrosetti, è lo specchio di una parte rilevante della realtà italiana.
Economica e anche politica. Nella cornice di Villa d'Este, a un passo da Como e
anche dal nostro cantone, a ritrovarsi per ascoltare i relatori sono
soprattutto imprenditori, manager, economisti. Quanto ai relatori, appartengono
in larga misura alle stesse categorie, molti sono italiani anche se non mancano
esponenti stranieri. Il discorso è lo stesso per la politica, con relatori in
gran parte italiani ma con presenze anche dall'estero.
Pur
essendoci nella tre giorni, quest'anno terminata ieri domenica, analisi delle
situazioni a livello europeo e mondiale, alla fine ciò che emerge maggiormente,
anche nei media che seguono il Forum, è inevitabilmente il quadro italiano. E
la politica, tanto criticata nei discorsi di tutti i giorni – trasversalmente,
seppur da posizioni diverse, in tutti i ceti sociali – finisce per avere uno
spazio ampio. La storia di questa sorta di odio-amore per la politica, in
Italia ma non solo, anche da parte di chi poi magari non va a votare, deve
essere ancora scritta per intero. L'ipotesi più benevola suggerisce che in
fondo in molti al di là di tutto la passione politica rimane, l'ipotesi meno
benevola ricorda che molti poteri stanno nelle mani dei politici – soprattutto
di quelli al governo, naturalmente – e che anche gli attori economici hanno
comunque interesse a confrontarsi da vicino e a dar loro spazio.
Quest'anno
Cernobbio non ha fatto eccezione, anzi. La presenza della maggioranza che
sostiene il governo di destracentro è stata larga, con una certa presenza anche
dell'opposizione di sinistracentro; il governo è stato promosso per la sua
azione nei sondaggi tra i partecipanti, che sempre si attuano al Forum,
l'opposizione no ma era forse prevedibile in questo tipo di platea. C'è stato
inoltre l'intervento di Roberto Vannacci, leader della nuova estrema destra,
contrastato (con efficacia, secondo molti partecipanti) dall'economista e
senatore a vita Mario Monti. Lo spazio dato a Vannacci nel Forum ha anche
suscitato polemiche, il centrista Carlo Calenda in particolare ha protestato ed
ha rinunciato a venire a Cernobbio.
Molta
politica, ma non è che appunto non si sia parlato di economia. Questo è l'altro
versante del grande, figurato specchio montato ogni anno sulle rive del Lago di
Como. La vitalità dell'ampio tessuto di imprese italiane, molte delle quali
medie o piccole, è per così dire fisiologicamente rappresentato al Forum
Ambrosetti. È il tessuto che in larga misura ha sorretto e ancora sorregge
l'economia italiana, che resta tra le prime dieci, all'ottavo posto nel mondo
come Prodotto interno lordo nominale secondi i dati del Fondo monetario. Se
queste sono in effetti le luci, restano le ombre note, difficili da spiegare se
non andando in grande profondità nell'analisi del Sistema Paese.
Prendiamo
due tra i punti cruciali, la crescita e il debito. La crescita economica
complessiva in Italia è da molto tempo insufficiente. Il governo in carica (il
più longevo sinora) punta ora ad un incremento sino a circa l'1% per
quest'anno; il Fondo monetario e l'OCSE hanno previsto quest'estate entrambi
0,5%, la stessa bassa percentuale dell'anno scorso. Il debito pubblico italiano
secondo il Fondo sarà al 138% del Pil quest'anno, ancora in aumento. Il governo
dice che i conti pubblici sono comunque sotto controllo. Una parte degli
investitori internazionali gli dà fiducia. Un'altra parte resta all'erta,
aspetta un'inversione di trend sull'indebitamento, di cui si parla da tanto
tempo ma che sin qui in sostanza non si è vista, in Italia come in altri Paesi.
Un capitolo di sempre, a Cernobbio e non solo.
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