20.35 - domenica 6 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle, attraverso le parole del deputato Mazzella, solleva pesanti critiche nei confronti dello stanziamento governativo destinato alle cure palliative, definendo gli annunci trionfalistici di Palazzo Chigi come sostanzialmente vuoti rispetto alle reali necessità del Paese.
Secondo quanto denunciato, dietro i proclami che celebrano gli aumenti di risorse si nasconde una realtà ben diversa, che emerge con chiarezza attraverso un semplice calcolo matematico confrontando le cifre annunciate con i dati epidemiologici nazionali.
Il Governo rivendica infatti nuovi stanziamenti aggiuntivi che sulla carta appaiono significativi: 10 milioni di euro in più all'anno a partire dal 2024, ulteriori 10 milioni dal 2025 e 20 milioni specificamente destinati al personale a decorrere dal 2026. Somme che nei comunicati ufficiali della maggioranza vengono presentate come imponenti e rappresentative di un cambiamento sostanziale.
Tuttavia, mettendo a confronto questi numeri con le stime scientifiche accreditate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Società Italiana di Cure Palliative, emerge un quadro completamente diverso. In Italia sono almeno 500.000 le persone che ogni anno necessitano di cure palliative durante il loro percorso di fine vita.
Prendendo in esame l'ultimo pacchetto aggiuntivo annunciato, pari a 20 milioni di euro annui, e dividendo questa cifra per i circa 500.000 pazienti che necessitano disperatamente di assistenza, il risultato si rivela impietoso. Si tratta di appena 40 euro in più all'anno per singolo malato.
Anche considerando l'intero incremento complessivo a regime, l'importo pro capite rimane confinato nell'ordine di poche decine di euro l'anno per ciascun paziente.
Cifre di questa entità dimostrano l'esiguità assoluta degli stanziamenti previsti: si parla di somme irrisorie che non sono sufficienti nemmeno a coprire il costo di una singola confezione di farmaci specifici o di poche ore di assistenza domiciliare integrata. Tanto meno possono bastare per strutturare reti territoriali efficienti, per assumere medici e infermieri in modo stabile o per fornire un supporto adeguato alle famiglie.
La denuncia del Movimento 5 Stelle è netta: presentare come svolta storica un investimento che si traduce concretamente in poche decine di euro a paziente rappresenta un insulto nei confronti dei malati gravi e dei loro familiari, che vengono lasciati soli ad affrontare costi economicamente insostenibili.
Alla propaganda degli annunci governativi viene contrapposta la matematica della realtà: la sanità pubblica e la dignità del fine vita richiedono risorse concrete e proporzionate ai bisogni effettivi della popolazione, non elemosine che vengono spacciate per grandi riforme strutturali.
Categoria news: OPINIONMIX
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