09.55 - lunedì 7 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha affrontato in collegamento televisivo a Omnibus su La7 una riflessione critica sull'operato dell'attuale governo. Se da una parte Giorgia Meloni rivendica la longevità della sua amministrazione, dall'altra i risultati concreti per i cittadini italiani rimangono discutibili. La lista delle criticità è lunga: il referendum che ha bocciato la separazione delle carriere, quasi 6 milioni di persone costrette a rinunciare alle cure, i livelli record di povertà assoluta, gli stipendi tra i più bassi dell'Europa e il costo dell'energia tra i più elevati del continente.
Sul versante energetico, secondo Bonelli, il governo ha registrato un vero e proprio fallimento. Nonostante lo stanziamento di circa 38 miliardi di euro di risorse pubbliche per contenere le bollette e il prezzo dei carburanti, famiglie e imprese continuano a trovarsi di fronte a costi energetici tra i più alti d'Europa. Una ingente quantità di denaro pubblico spesa senza apportare modifiche strutturali al sistema energetico nazionale. Il governo ha preferito mantenere la dipendenza dal gas piuttosto che accelerare sulla transizione verso le energie rinnovabili, una scelta che avrebbe potuto ridurre in modo permanente il costo dell'energia e l'asservimento alle importazioni estere.
Secondo Bonelli, nel Paese serpeggia un malessere profondo che Meloni stessa avverte. L'opposizione ha l'opportunità di intercettare questo disagio e di prevalere alle urne, ma è necessario costruire un'alternativa credibile che affronti le tematiche rilevanti per la quotidianità dei cittadini: salari dignitosi, sanità pubblica, occupazione, tutela dei giovani, questione energetica e sviluppo delle aree periferiche. Il confronto con Elly Schlein e Giuseppe Conte deve muovere dal programma concreto e dalla definizione del percorso dell'alleanza.
Riguardo alle primarie, Bonelli esprime una posizione pragmatica. Se fosse possibile raggiungere un'intesa politica, quella risulterebbe la soluzione preferibile. Nel caso in cui, una volta fissata la data delle elezioni, si ritenesse comunque opportuno ricorrere alle primarie, queste si terrebbero regolarmente. Tuttavia, la priorità rimane il programma e la proposta politica rivolta al Paese.
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