11.50 - domenica 6 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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# Islam? Vale la legge, non la Sharia
Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, ha rilasciato un'intervista al quotidiano Il Tempo in cui ha tracciato un bilancio della gestione governativa in occasione del raggiungimento di un importante traguardo storico da parte dell'esecutivo Meloni.
Il governo ha infatti superato il 4 settembre diventando il più longevo della storia della Repubblica italiana. Nel corso della conversazione, Bignami ha messo in evidenza i risultati conseguiti dall'amministrazione nel settore dell'occupazione, sottolineando come l'Italia abbia raggiunto un record con la creazione di 1 milione e 300 mila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato.
Il capogruppo ha quindi rivolto critiche a quella parte della stampa e dell'opinione pubblica che continua a rappresentare un quadro negativo dell'azione del governo nonostante i risultati conseguiti. Ha definito questi critici come 'maltristi', ossia coloro che sostengono che andrebbe fatto dell'altro pur riconoscendo i progressi compiuti.
Bignami ha inoltre rimarcato come il governo stia affrontando sfide ereditate dai precedenti esecutivi, ricordando come negli ultimi dodici anni l'Italia sia stata governata da amministrazioni scelte secondo logiche di palazzo piuttosto che dalla volontà popolare. Ha denunciato come alcune tecnocrazie ritenessero di avere il diritto di decidere senza considerare le indicazioni politiche della maggioranza.
Riguardo alle riforme costituzionali ancora incompiute, in particolare quella sulla giustizia e sul premierato, il capogruppo ha ribadito la necessità di portarle avanti. Ha ricordato come la premier Meloni abbia dichiarato al momento dell'insediamento che cinque anni non sarebbero sufficienti per cambiare profondamente l'Italia e che ne sarebbero necessari altri cinque.
In merito alla sicurezza, Bignami ha sottolineato come il governo abbia invertito la rotta su questo fronte, registrando un calo significativo dei reati e un aumento dei controlli. Ha evidenziato inoltre l'impegno nel garantire maggiori tutele alle forze dell'ordine e incrementare le assunzioni, mantenendo come punto essenziale la necessità di lasciarle operare liberamente. Ha criticato l'opposizione per aver convocato manifestazioni contro le forze dell'ordine, citando la vicenda Fakir come esempio.
Per quanto riguarda la legge elettorale, Bignami ha affermato che l'obiettivo principale è garantire a chi ottiene un voto in più la possibilità di governare e massimizzare il peso del voto degli italiani attraverso le preferenze. Ha spiegato come la soluzione adottata sui capilista bloccati rappresenti un compromesso che ha tenuto conto delle diverse sensibilità all'interno della coalizione.
Commentando la situazione nell'opposizione, Bignami ha sostenuto che il cosiddetto 'campo largo' non esista effettivamente come entità coesa. Secondo il suo giudizio, manca una coalizione vera, non c'è un leader riconosciuto e soprattutto non vi è un programma unitario. Ha ritenuto che l'unico elemento aggregante sia rappresentato dall'opposizione a Meloni, il che non costituirebbe un valido progetto di governo.
Riguardo alla commissione Covid, Bignami ha affermato che Fratelli d'Italia intende che la relazione finale sia trasparente e priva di quelle ambiguità che hanno caratterizzato la gestione della pandemia. Ha dichiarato di non ritenere probabile che l'opposizione sia disponibile a fare altrettanta chiarezza su questi aspetti. Ha inoltre commentato criticamente l'audizione di Giuseppe Conte dello scorso agosto, paragonandola ironicamente a uno spot pubblicitario nel quale il protagonista parlava per consumare tempo ed evitare le domande, sottolineando che stavolta ciò non sarà possibile. Ha infine affermato che oltre a Conte sarà necessario ascoltare altri soggetti, in particolare l'ex ministro della Salute Roberto Speranza.
Nella parte conclusiva dell'intervista, Bignami ha affrontato il tema della presenza musulmana in Italia. Alla domanda se esista un islam moderato, ha risposto inquadrando la questione in termini di disponibilità a subordinare la Sharia all'ordinamento giuridico italiano. Ha affermato che la distinzione corretta non è tra un islam moderato e uno radicale, bensì che esiste unicamente la legge italiana. Ha specificato che per quanto riguarda i luoghi di culto, qualora gli interessati desiderino realizzarli è necessario che sottoscrivano le intese previste dall'articolo 8 della Costituzione.
Interpellato su come conciliare questa posizione con esigenze delle donne musulmane, ad esempio riguardanti l'uso del velo in spazi pubblici, Bignami ha osservato che proprio questa divergenza rappresenta il motivo per cui le intese non vengono firmate. Ha quindi proposto una soluzione che ha definito come 'diritto di mobilità', affermando che coloro i quali non intendono rispettare la legge italiana possono tornare nei paesi dai quali provengono.
Categoria news: OPINIONMIX
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