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FDI – FRATELLI D'ITALIA * CAMERA: «COVID. BUONGUERRIERI (FDI): DI DONNA INTERVENIVA DIETRO PERCENTUALE CON CDP, CONTE SPIEGHI»

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15.40 - lunedì 7 settembre 2026 Di Luca Franceschi /// Dalla commissione Covid continuano a emergere elementi che confermerebbero un sistema di intermediazione finanziaria gestito dall'avvocato Di Donna, il quale avrebbe operato sfruttando il nome di Giuseppe Conte, allora presidente del Consiglio. A riferirlo sotto giuramento sono stati il dottore Prete e il dottore Peligra, rappresentanti della società Portobello Spa, durante i lavori della commissione d'inchiesta. Secondo le loro deposizioni, l'avvocato Di Donna sarebbe stato loro presentato come collega dell'allora premier Conte, operante in uno studio romano di rilievo con consolidati rapporti istituzionali. In questa veste avrebbe facilmente dialogato con i vertici di Cassa Depositi e Prestiti al fine di ottenere finanziamenti per le imprese clienti. Nel caso specifico di Portobello Spa, l'intermediazione avrebbe prodotto risultati concreti. L'azienda ha infatti ricevuto da Cdp un finanziamento di 3,5 milioni di euro. Per questa operazione, gli avvocati Luca Di Donna e Lavori riuniti srl, identificati come procacciatori di affari, hanno incassato 125 mila euro oltre Iva, corrispondenti al 3,5% dell'importo erogato. Questi elementi costituirebbero l'ennesima dimostrazione dell'esistenza di una rete di affari costruita dall'avvocato Di Donna e fondata sulla spendita del nome dell'ex presidente del Consiglio. La deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Covid, pone una serie di domande critiche sulla questione. Come è possibile, si chiede, che uno studio legale privato, peraltro lo stesso dove aveva lavorato Conte, abbia svolto funzioni di intermediazione con un'istituzione finanziaria controllata dallo Stato? Per quale ragione un legale privato, collega dell'allora premier, si sarebbe occupato di introdurre imprese presso la società pubblica Cassa Depositi e Prestiti, assumendo più le vesti di procacciatore che di avvocato? Un ulteriore elemento che suscita perplessità, secondo quanto sottolineato, riguarda le reazioni dell'ex presidente del Consiglio. Conte avrebbe infatti minacciato querele nei confronti di chi riferisce questi fatti, nonostante le testimonianze risultino coerenti e coincidenti. Tuttavia, secondo la deputata, l'ex premier non avrebbe ancora querellato chi ha utilizzato il suo nome per finalità commerciali e di affari. Buonguerrieri conclude affermando che l'opinione pubblica e le istituzioni attendono risposte chiare a queste questioni, sollevate sulla base di elementi emersi ufficialmente all'interno della commissione d'inchiesta sul Covid. Categoria news: OPINIONMIX
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