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COMUNE DI GENOVA * : «LA DISABILITÀ DIVENTA PRO-ABILITÀ, 122 PERSONE PRESE IN CARICO PER L'AUTONOMIA DI VITA»

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17.30 - lunedì 7 settembre 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all'Agenzia Opinione) – /// Genova, 7 set. – Sono centoventidue le persone con disabilità prese in carico dal Comune di Genova nel primo anno di sperimentazione del progetto 'Architetti sociali' che mira a costruire un percorso di autonomia. Partendo dalle risorse e dalle aspettative delle persone con disabilità che hanno potuto accedere ai servizi sociosanitari è stato anche costruito un percorso di autonomia abitativa che ha coinvolto il 25 per cento delle persone. Sono questi alcuni dei principali risultati della prima fase di applicazione del progetto 'Architetti Sociali' che mette al centro la persona con disabilità, le sue capacità, i suoi desideri e le sue scelte, superando una concezione fondata sull'«assistenza per una malattia» e affermando il diritto a una vita personalizzata costruita sulle esigenze individuali e orientata alla piena partecipazione sociale attraverso il progressivo abbattimento di ogni barriera. I dati sono stati illustrati questa mattina, a Palazzo Ducale, dall'assessora al Welfare, Disabilità e Servizi sociali del Comune di Genova Cristina Lodi, nel corso del convegno 'Architetti Sociali del Progetto di Vita', che ha offerto l'occasione per fare il punto sul primo anno di sperimentazione e sui risultati raggiunti nell'applicazione del nuovo modello di presa in carico. Genova è entrata nella seconda fase della sperimentazione nazionale il 30 settembre 2025. Da allora il Comune, insieme ad ASL 3 e ASL 4, ha attivato su tutto il territorio il Punto Unico di Accesso e le Unità di Valutazione Multidimensionale, portando avanti un nuovo modello di presa in carico costruito attorno alla persona, alle sue capacità e alle sue aspirazioni. «I risultati di questo primo anno dimostrano che il cambiamento è già concreto – afferma l'assessora a Welfare, Disabilità e Servizi sociali, Cristina Lodi –. Il dato più importante, però, non è soltanto quello delle sessantotto persone che hanno già un progetto di vita, ma piuttosto è il metodo con cui siamo arrivati a questo risultato. Abbiamo scelto di lavorare insieme alle persone con disabilità, alle famiglie, alle associazioni, alle cooperative e ai servizi sanitari, perché nessun progetto può essere realmente efficace se viene costruito senza chi dovrà viverlo. Il passaggio dalla logica della disabilità a quella della pro-abilità non è un esercizio lessicale, è la scelta di guardare a ogni persona partendo da ciò che può fare, da ciò che desidera, non da ciò che le manca. È una scelta che la nostra Amministrazione Comunale ha fatto con convinzione ma che nessuna amministrazione può portare avanti da sola. Ce lo insegna la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: nulla su di noi, senza di noi. E ce lo insegnano le decine di realtà che in questi mesi hanno lavorato con noi, non per noi». La partecipazione del territorio è stata infatti uno degli elementi centrali del percorso avviato dall'Assessorato al Welfare. Da gennaio sono stati organizzati una serie di Open Day rivolti alle realtà che operano nel campo della disabilità, coinvolgendo quasi settanta associazioni, cooperative e reti informali di famiglie. Il confronto, insieme alle Consulte comunali e regionali per la disabilità, ha portato alla sottoscrizione di un Protocollo d'intesa articolato sui sette macro-obiettivi del Piano d'Azione Triennale dell'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità. Il lavoro proseguirà in autunno con le fasi di co-programmazione e co-progettazione. Parallelamente, il Comune, insieme ad ASL 3 e ad alcune reti territoriali- Progetto di Comunità Centro Storico, Progetto Comunità QR Code Certosa-Campasso e 'Insieme si può' – ha promosso il Sistema per le Autonomie del Comune di Genova, sostenuto da risorse regionali, PNRR e Fondo Periferie Inclusive. Il percorso accompagna le persone in un processo graduale che parte dalle attività laboratoriali e dal sostegno socio-formativo per arrivare a una sempre maggiore autonomia nei diversi ambiti della vita quotidiana, da quello abitativo a quello socio-lavorativo e relazionale. I primi risultati confermano l'efficacia dell'iniziativa: una persona su quattro tra quelle inserite nel sistema per le autonomie ha già raggiunto un livello di indipendenza abitativa: «Quel risultato del 25 per cento ci racconta i risultati positivi che si raggiungono quando servizi, istituzioni e territorio lavorano davvero in rete – conclude Lodi –. La direzione è quella della pro-abilità: non guardare a ciò che manca, ma alle possibilità, ai desideri e alle capacità di ogni persona. È un cambio di prospettiva che richiede il protagonismo diretto delle persone con disabilità e che il Comune vuole continuare a rafforzare». Categoria news: OPINIONMIX
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