10.40 - lunedì 7 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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41-BIS, PITTALIS: 'DOVE STAVA LA TODDE QUANDO SI PREPARAVA UTA. IO MI SONO OPPOSTO E HO PRESENTATO UNA PROPOSTA DI LEGGE'
Roma, 7 settembre 2026 -«La Presidente Todde oggi scopre la 'Cayenna d'Italia'. Ma dovrebbe ricordare che il progetto del 41-bis in Sardegna non nasce con il Governo Meloni e non è stato concepito da Carlo Nordio. È una vicenda che viene da lontano e che attraversa anche gli anni dei governi sostenuti dal Movimento 5 Stelle».
Lo afferma Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia, intervenendo sulle dichiarazioni della presidente della Regione Alessandra Todde.
«Il progetto di Uta destinato al 41-bis era già previsto da anni e fu rilanciato durante il Governo Conte II, con Alfonso Bonafede ministro della Giustizia, fino alla previsione di una struttura da 92 posti. E Alessandra Todde non era una spettatrice esterna: era sottosegretaria di Stato al Ministero dello Sviluppo economico nel Governo Conte II, in rappresentanza del Movimento 5 Stelle.
Nessuno le attribuisce responsabilità amministrative che non aveva. Ma non può oggi raccontare questa vicenda come se fosse nata ieri e come se il mondo politico al quale apparteneva fosse estraneo alle decisioni che hanno accompagnato quel percorso.
Dov'era allora il Movimento 5 Stelle? Dov'era il Governo Conte? Dov'era il ministro Bonafede? E perché solo oggi la Presidente Todde scopre il problema?
La memoria politica non può essere selettiva.
Sul merito, la posizione di Forza Italia è chiarissima: siamo contrari alla concentrazione in Sardegna di una quota così rilevante dei detenuti sottoposti al 41-bis.
Io non ho aspettato che arrivassero i primi detenuti. Ho chiesto pubblicamente al ministro Nordio di rivalutare e rimeditare la scelta, dichiarando la mia ferma opposizione alla concentrazione del circuito del 41-bis nell'Isola.
Ma soprattutto ho trasformato quella posizione in un'iniziativa parlamentare concreta.
Il 3 febbraio 2026 ho depositato alla Camera la proposta di legge C.2781, che interviene direttamente sull'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario. La proposta punta a superare il criterio dell'insularità quale elemento privilegiato per la collocazione degli istituti destinati ai detenuti sottoposti al regime speciale, mettendo in discussione alla radice l'impostazione che rischia di concentrare proprio nelle isole, e in particolare in Sardegna, una parte sproporzionata di questo circuito penitenziario.
Non si tratta, dunque, di una semplice dichiarazione politica né di una protesta dell'ultima ora. Ho chiesto al ministro di fare un passo indietro e, contemporaneamente, ho portato in Parlamento una proposta per cambiare la norma che consente questa impostazione.
Questa è la differenza tra propaganda e iniziativa politica: io ho contestato la scelta, ho chiesto a Nordio di ripensarla e ho presentato una proposta di legge per intervenire concretamente sul 41-bis.
È legittimo che Todde chieda al Governo spiegazioni, risorse, personale e sicurezza per Uta e Bancali. Ma non è accettabile presentarsi oggi come vittima inconsapevole di una vicenda che affonda le proprie radici anche negli anni in cui il suo partito governava l'Italia e lei stessa ricopriva un incarico di Governo.
Alla Presidente Todde dico quindi una cosa semplice: prima di chiedere agli altri di ricordare, ricordi anche lei. La storia del 41-bis in Sardegna non comincia con Nordio.
La Sardegna merita una battaglia seria, coerente e senza propaganda. Non una battaglia a giorni alterni».
Categoria news: OPINIONMIX
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