19.30 - sabato 5 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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Il deputato sardo del Movimento 5 Stelle Mario Perantoni interviene sulla questione del regime carcerario del 41-bis in Sardegna, accusando l'onorevole Deidda di fare confusione nel tentativo di attribuire al passato responsabilità che invece appartengono all'attuale governo.
Perantoni chiarisce che nessuno ha mai messo in discussione l'importanza del 41-bis né la necessità di contrastare la criminalità organizzata. La critica riguarda invece la decisione di concentrare nell'isola una quota sproporzionata rispetto al totale nazionale di detenuti sottoposti a questo regime carcerario speciale.
Le strutture di Uta, Sassari e Nuoro sono state infatti destinate alla massima sicurezza senza che prima venissero garantiti personale, risorse e condizioni adeguate per gestire questa concentrazione di detenuti.
Il parlamentare pentastellato precisa che il fatto che il padiglione di Uta sia stato completato nel 2021 non implica che l'ex Guardasigilli Bonafede abbia deciso sui trasferimenti attualmente in corso. Durante il suo mandato, nel 2020, fu istituita una sezione 41-bis a Nuoro, ma si tratta di una cosa ben diversa rispetto al piano di concentrazione che il Governo Meloni sta portando avanti, ignorando le numerose voci contrarie.
Perantoni invita quindi Deidda a smettere di guardare al passato e a spiegare invece ai sardi le scelte del Governo di cui fa parte. Chiede inoltre chi abbia deciso di concentrare in Sardegna questo numero di detenuti al 41-bis senza prevedere le risorse necessarie per gestirli, e perché i parlamentari di centrodestra accettino quello che definisce uno schiaffo alla propria regione e ai propri concittadini.
Il deputato conclude chiedendo al Governo Meloni di assumersi le proprie responsabilità, invece di cercare colpevoli nel passato pur di non rispondere delle scelte del presente.
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