12.25 - lunedì 7 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni incassa una straordinaria promozione dal Forum Ambrosetti di Cernobbio, un riconoscimento che va oltre il semplice attestato di fiducia nella stabilità politica dell'esecutivo. Si tratta piuttosto della consacrazione definitiva di una visione economica precisa: quella che ha chiuso per sempre la stagione dell'assistenzialismo e del Reddito di Cittadinanza, rimettendo al centro il lavoro, le imprese e la produzione.
I dati emersi dall'analisi confermano un consenso solido e inequivocabile verso l'operato governativo. Il 68% del tessuto produttivo promuove infatti l'azione dell'esecutivo, mentre le opposizioni del campo largo subiscono una storica bocciatura dall'83% degli intervistati. Il gradimento complessivo verso le sinistre si dimezza in un solo anno, precipitando al 6,8% complessivo.
Questo risultato dimostra come il mondo economico e produttivo italiano abbia compreso e condiviso il cambio di paradigma impresso dal governo Meloni. L'esecutivo ha smantellato il parassitismo statale rappresentato dal Reddito di Cittadinanza, una misura che ha drogato il mercato del lavoro e dissipato miliardi di euro di risorse pubbliche. Quelle stesse risorse sono state investite sulla riduzione delle tasse sul lavoro attraverso il taglio strutturale del cuneo contributivo e l'introduzione del principio premiante secondo cui più assumi meno paghi.
Chi produce ricchezza e occupazione in Italia non chiede regalie o sussidi elettorali, ma uno Stato che riduca il peso del fisco e della burocrazia per lasciar correre chi vuole fare impresa. La clamorosa bocciatura delle sinistre e del loro campo largo è la logica conseguenza di proposte basate su patrimoniali, tasse e nuove forme di assistenzialismo universale, ritenute incompatibili con la crescita della nazione.
Il voto di Cernobbio conferma che la strada intrapresa dal governo Meloni è quella corretta: sostenere chi lavora e chi crea occupazione, restituendo orgoglio, dignità e competitività all'Italia.
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