11.20 - lunedì 7 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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Fratelli d'Italia attacca duramente l'ANPI in merito alla sua posizione sulla legge contro l'antisemitismo. Secondo i senatori meloniani, l'associazione partigiana avrebbe deciso di aderire al presidio programmato per il 9 settembre, durante il quale contesterebbe la norma definendola una 'gravissima lesione' alle libertà politiche.
La replica del partito di Giorgia Meloni è netta e articolata su un punto specifico: la legge sull'antisemitismo non costituirebbe affatto un limite alla libertà di espressione e di critica politica. Secondo questa interpretazione, rimane pienamente legittimo criticare le politiche di qualsiasi governo, compreso quello israeliano, senza incontrare alcun vincolo normativo.
Quello che la normativa intende invece colpire, precisano i senatori, è esclusivamente l'odio razziale rivolto contro gli ebrei. La disposizione non punisce il dissenso politico, ma l'intolleranza e la discriminazione basate su motivazioni etniche e religiose. Sostenere il contrario significherebbe, secondo Fratelli d'Italia, ricorrere a un argomento infondato per opporsi a uno strumento legislativo il cui scopo dichiarato è contrastare l'antisemitismo.
La nota conclude con una valutazione severa sulla credibilità dell'ANPI. I senatori meloniani sostengono che con simili posizioni l'associazione avrebbe dimostrato di essersi trasformata in una semplice sigla dell'estrema sinistra, perdendo nel processo quella che sarebbe stata la sua autorevolezza e rappresentatività storica.
Il commento è sottoscritto dai sei senatori di Fratelli d'Italia che compongono la Commissione Segre: Marco Scurria, Ester Mieli, Ella Bucalo, Lucio Malan, Raffaele Speranzon e Giulio Terzi di Sant'Agata.
Categoria news: OPINIONMIX
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