19.21 - sabato 5 settembre 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all'Agenzia Opinione) –
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QUESTA SERA A 'REALPOLITIK'
UN'INTERVISTA A PIERLUIGI BERSANI
Questa sera, sabato 5 settembre, a 'Realpolitik', il programma di approfondimento politico condotto da Tommaso Labate, dal venerdì alla domenica alle ore 20.30 su Retequattro, andrà in onda un'intervista a Pierluigi Bersani.
A seguire i contenuti dell'intervista.
«Non so chi consigli Giorgia Meloni, ma fare autocelebrazioni in un momento dove la gente non è tranquilla… I risultati, quando uno governa, se ci sono, la gente li vede. Digli i problemi», così Pierluigi Bersani ai microfoni di Realpolitik, in un'intervista in onda questa sera alle ore 20.30 su Retequattro. Da Bari, la Premier suggerisce che per le prossime elezioni gli italiani possano scegliere coalizione e Premier. «Sì, tranne che scegliere i deputati. Qui si stanno facendo i fatti loro: organizzano una legge elettorale guardando i sondaggi e vedendo come portare a casa i risultati». Per quanto riguarda il generale Vannacci, che ruolo ha nel centrodestra? È un fenomeno fascista secondo lei? «Mette del peperoncino in più sulle idee della destra. Avete mai sentito Meloni o Salvini criticare Vannacci sulle sue proposte? L'accusa è 'Fai vincere la sinistra, sei un traditore'». L'articolo del Financial Times ha definito il generale Vannacci un cavallo di Troia di Putin in Europa. «Forse lo è un po' più di Salvini, non lo so. C'è solo bisogno di sentire che uno dice che gli omosessuali sono degli anormali, che il femminicidio bisogna toglierlo dal catalogo dei reati, che gli immigrati vanno rimandati a casa. A me basta quella roba lì». Qualche tempo fa lei ha dichiarato di aver utilizzato un epiteto particolare per definire il generale Vannacci. A distanza di tempo lo conferma o lo ritira? «Non ho da ritirare niente. Questi qui, Vannacci in testa, pensano che dire che un omosessuale è un anormale sia una critica al linguaggio woke e al politicamente corretto della sinistra. No: è un attacco ai diritti». C'è il programma, c'è il leader a destra. A sinistra, invece, come state messi? «Un fatto è certo: nel 2022 gli abbiamo regalato la vittoria, spaiandoci. Stavolta no. Quando hai detto qualcosa di preciso sulla pace e sulla guerra, sul lavoro, sulla sanità, sull'immigrazione, sulla sicurezza. Le cose tue, chiare, puoi fare primarie, secondarie, terziarie, puoi farlo di legno il leader, che non ci son problemi». Conte o Schlein?
«Ma figuriamoci, se io mi metto a dire… Io do una mano a chiunque».
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Categoria news: TV - RADIO - WEB - PRESS
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