15.10 - lunedì 7 settembre 2026
Di Luca Franceschi
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Il caso di Sanremo riaccende il dibattito sulla protezione delle donne vittime di violenza e sulla reale efficacia degli strumenti normativi messi in campo per contrastarla. Secondo il deputato di Fratelli d'Italia Cristina Almici, componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, la questione centrale riguarda la concreta applicazione delle leggi già esistenti.
'Quando una donna denuncia e chiede aiuto, dobbiamo essere certi che gli strumenti previsti dalla legge riescano a proteggerla concretamente', sottolinea Almici. Il Parlamento negli ultimi anni ha rafforzato significativamente il Codice Rosso e gli strumenti di prevenzione e protezione, consapevole che molti femminicidi sono preceduti da denunce, minacce, episodi di stalking e comportamenti che rappresentano segnali inequivocabili da non trascurare.
Tuttavia, secondo il deputato, l'efficacia delle leggi non dipende solo dalla loro severità. 'Possiamo approvare norme sempre più severe, ma una legge è realmente efficace soltanto se alla denuncia segue una protezione tempestiva e proporzionata al pericolo', precisa Almici. Questo significa che i tempi di intervento e l'adeguatezza delle misure rispetto alla situazione concreta sono elementi cruciali per garantire la sicurezza delle vittime.
La deputata solleva inoltre una questione che riguarda il ruolo della magistratura nell'applicazione delle normative esistenti. 'Da componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio credo che, davanti a vicende come questa, sia doveroso fare una riflessione sul fatto che buone leggi e solerte intervento delle forze dell'ordine non sono abbastanza se poi la magistratura non applica le norme esistenti con la stessa efficacia', conclude Almici. La riflessione sottolinea dunque l'importanza di una catena virtuosa dove legislazione, forze dell'ordine e magistratura operano in sinergia per proteggere effettivamente le donne in pericolo.
Categoria news: OPINIONMIX
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