Ci sono 16 nuovi virus al mondo, e sono stati 'creati' con l'aiuto dell'Intelligenza Artificiale. Ora, sulla Terra esiste un numero enorme di tipi diversi di virus, incalcolabile anche perché nuove varietà evolvono e scompaiono in continuazione. I nuovi arrivi però sono speciali, non solo per la tecnologia che li ha resi possibili, ma soprattutto perché potrebbero aprire la strada a terapie innovative contro le infezioni batteriche, fornendoci lo strumento di cui avevamo bisogno per contrastare la resistenza agli antibiotici. Quest'ultima è stata definita la più grave minaccia per la salute dell'umanità: oggi causa oltre 10 mila vittime all'anno in Italia, 35 mila in Europa e più di un milione al mondo, ma il timore è che i numeri siano destinati a crescere. Più facile a dirsi che a farsi Alla sua origine c'è la capacità dei batteri di cambiare, divenendo meno vulnerabili ai nostri farmaci. È un fenomeno naturale, inevitabile, tanto più rapido quanto più i microbi sono esposti alle sostanze che usiamo per difenderci. In altre parole, per contrastare un'infezione batterica oggi lo strumento migliore che abbiamo sono gli antibiotici, ma più li utilizziamo più aumenta il rischio che perdano di efficacia, lasciandoci scoperti anche contro malattie che pensavamo di avere sconfitto, incluse la tubercolosi e tante infezioni che colpiscono durante i ricoveri ospedalieri. Da tempo i ricercatori pensano a strategie diverse per sconfiggere i batteri, anche recuperando un'idea proposta addirittura nel 1919: quella di utilizzare particolari virus, detti non a caso batteriofagi, che infettano e uccidono proprio i batteri. Molto più semplice a dirsi che a farsi, perché questi virus sono specializzati e occorre prima identificare le varianti da dirigere contro uno specifico batterio, poi accertarsi che agiscano correttamente nel corpo, senza danneggiare altri microbi utili che si trovano nel nostro organismo.Un rompicapo, almeno fino al recente risultato, dovuto ad alcuni ricercatori statunitensi. Questi sono partiti da un batteriofago specializzato nell'infettare il batterio Escherichia coli, e hanno chiesto a un programma di Intelligenza Artificiale di analizzarne il Dna e di individuare come modificarlo così da creare nuove varietà più letali per il microbo. Il programma ne ha proposte alcune migliaia, di queste i ricercatori ne hanno selezionate 285, 16 delle quali sono risultate in grado di uccidere molto efficacemente Escherichia coli. Questo significa che l'IA può aiutare a capire in breve tempo come modificare un virus, così da dirigerlo contro uno specifico batterio.
Da qui ad arrivare a un farmaco la strada è lunga, ma comunque è un inizio, e anche altri traguardi oggi appaiono più a portata, ad esempio la medesima tecnologia può essere utilizzata per capire esattamente lo scopo di ognuna delle informazioni contenute nel patrimonio genetico dei virus. C'è tuttavia il rovescio della medaglia, dato che in teoria le stesse conoscenze potrebbero servire a mettere a punto microbi letali per noi: ancora una volta è chiaro che le nuove tecnologie possono cambiarci la vita in meglio, ma il loro utilizzo va attentamente sorvegliato.
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